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La bozza

Pensioni, ipotesi riforma: ecco chi può andare via prima

Pensioni, ipotesi riforma: ecco chi può andare via prima

Continua a restare aperto a palazzo Chigi il cantiere sulla riforma delle pensioni. Tra piani e bozze, smentite e idee confuse, dal governo arrivano nuove indiscrezioni  sulla riforma pensionistica. L’annuncio lo aveva dato qualche giorno fa il ministro del Lavoro Giuliano Poletti: "Una flessibilizzazione delle uscite - aveva detto - sarebbe utile, specie per chi è stato espulso dal mondo del lavoro in età più avanzata, non trova impiego e non può maturare il diritto alla pensione. Nella Legge di Stabilità in autunno cercheremo di costruire un “ponte” per queste persone". In vista della Legge di Stabilità al ministero di Via Veneto e a quello dell’Economia si è cominciato a lavorare per mettere nero su bianco le opzioni per realizzare questo "ponte".

La riforma - L’obiettivo del governo è quello di accelerare la staffetta generazionale tra lavoratori più anziani e giovani nel settore privato. Ovvero, consentire ai tanti lavoratori attivi che hanno accumulato molti contributi ma hanno solo 60-62 anni di età di andare in pensione. E liberare posti per le assunzioni di giovani, che costerebbero meno e renderebbero di più anche ai loro datori di lavoro. Il piano ha comunque dei costi. Così ecco l'idea di una penale. Già nella scorsa legislatura era stato presentato un disegno di legge dai democratici Cesare Damiano e Pier Paolo Baretta, che prevedeva penalizzazioni variabili dal 2 all’8% a seconda degli anni mancanti ai fatidici 66 (ovviamente, più anni mancano, maggiore sarebbe la sanzione). Ma al Tesoro chiariscono che non basta e non basterebbe nemmeno innalzare la penalizzazione nella forchetta 3-10%. 

La mossa - Altra idea su cui si lavora per "flessibilizzare" l’età di pensionamento è quella di reintrodurre il vecchio sistema delle "quote". Chi raggiungesse "quota 100" (60 anni di età e 40 di contributi) potrebbe andare in pensione, e senza penalizzazioni. Ma anche qui, i conti non tornano. Per cui è probabile che nella Legge di Stabilità il ministro Poletti opterà per la semplice costruzione del "ponte alla pensione" per chi si ritrova vicino ai fatidici 66 anni, ma ha perso il lavoro e difficilmente lo ritroverà. Una platea più ristretta, ma a forte disagio.

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Commenti all'articolo

  • aurorabissetti

    04 Agosto 2014 - 14:02

    CARRAI..E': "E’ il Gianni Letta di Renzi, il Cardinal Mazzarino di Firenze, il fuoriclasse delle raccolte fondi a sostegno delle campagne elettorali del Presidente del Consiglio. Sa lavorare nell’ombra, ha parenti importanti (in Toscana suo cugino Paolo è stato fondatore e presidente della Compagnia delle Opere, il braccio imprenditoriale di Comunione e Liberazione immischiato nello scandalo EXPO)

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  • VincenzoAliasIlContadino

    04 Agosto 2014 - 14:02

    Uno Stato allo sfacelo grazie ai Gattopardi Comunisti Italiani e UE. Premesso che uno Stato si distingue con la sua Bandiera, Moneta e Costituzione, di fatto l'Italia grazie a certi “ Illustri cervelloni senza cervello ” perchè Gattopardi con Politici genuflessi per tanti motivi sotto altre le Bandiere ci troviamo che abbiamo perso un simbolo monetaria, la Lira e Scalfari sarà pure un principe de

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  • GiuliodiGenova

    04 Agosto 2014 - 12:12

    Basta decidersi. io è dal 2010 che vorrei andare in pensione (sono del 1952, con 40 anni di contributi) e non so ancora qundo e soprattutto se siuscirò a filarmela da questa Italia che mi va stretta.

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  • pancraziodusnasio

    04 Agosto 2014 - 10:10

    Chi ha versato 35/40 anni di contributi a sessant'anni deve poter andare in pensione senza nessun calcolo

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