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Cottarelli & Renzi

Spending review, i tagli "dimenticati": enti, tasse e trasporti locali

Spending review, i tagli "dimenticati": enti, tasse e trasporti locali

«La spending review è ontologicamente una questione politica... Non può essere affidata a un soggetto esterno che viene chiamato come una sorta di demiurgo a sistemare il bilancio dello Stato. La spending nasce da ciascuno di noi». Renzi liquida così Carlo Cottarelli e soprattutto il suo lavoro, rispondendo a una precisa domanda di Virman Cusenza nell’intervista fiume pubblicata su Il Messaggero. D’altra parte se Palazzo Chigi pensa di dare il benservito all’ex capo del dipartimento affari fiscali del Fondo monetario internazionale, deve decidere come trovare i 7 miliardi di euro di risparmi per il 2014 e i 18 previsti per l’anno prossimo contenuti nelle «Proposte per una revisione della spesa pubblica», questo è il vero titolo del documento sulla spending review.

Accorgersi ad agosto iniziato che si tratta di una operazione squisitamente politica, da risolvere dunque nei palazzi del potere, significa aver sprecato il lavoro svolto finora da «mister tagli» ma soprattutto aver buttato alle ortiche quasi tutte le economie previste per il 2014: 7 miliardi appunto. Già, perché nel documento pubblicato in rete in questi giorni ma a disposizione di Palazzo Chigi da mesi, Cottarelli chiarisce al di là di ogni possibile equivoco che «alcune proposte» incluse nella spending, «richiedono programmi dettagliati di riforma entro l’estate del 2014». Programmi di cui, tranne qualche eccezione, non c’è traccia alcuna. La finestra estiva, dunque, si chiuderà prima che da Palazzo Chigi possano arrivare segnali in merito. Anche perché il confronto (più che altro lo scontro) politico si sta giocando non sui temi economici e sui possibili risparmi di spesa ma sulle riforme istituzionali. Dalle quali si attendono tagli residuali. Il Senato dei Cento, ad esempio, dovrebbe costare meno rispetto a quello attuale. Quanto meno lo si potrà dire probabilmente soltanto dopo le prossime elezioni. Quindi ben oltre il 31 dicembre di quest’anno.

Leggi l'articolo integrale di Attilio Barbieri 
su Libero in edicola oggi, venerdì 8 agosto




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Commenti all'articolo

  • wall

    13 Ottobre 2014 - 15:03

    Da che pulpito viene la predica!!! Ci vengono a dire che il posto fisso ormai non ci sarà più perchè il mondo del lavoro è cambiato; e per questi parlamentari che facciammo ? Licenziate questi personaggi, non più nel contesto governativo perchè cambia lavoro!! Lo stesso deve essere fatto per il resto dei governanti........Licenziati e fuori dal pubblico impiego.

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  • arwen

    08 Agosto 2014 - 09:09

    Caro Renzi, solo una domanda. Ma perchè continuare a versare il lauto stipendio a Cottarelli, circa 300.000 euro l'anno, se poi il lavoro di costui rimane lettera morta?

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  • tizi04

    08 Agosto 2014 - 09:09

    NCSPN=NonCiSiamoPerNiente se la spending review consistrera` nel taglio delle detrazioni equivarra` a un aumento delle tasse.Perche` i giornalisti non evidenziano queste scelte? Se non posso scalare dal 730 le spese significa che devo pagare di piu`? O il mio portafoglio lo vivra` in modo diverso? Io no! Renzi=Schettino siamo all’inchino alla UE. O fiorentino dimissioni? o cazzo torni a bordo!

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