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Lotta all'evasione

Fisco, Gerico fa flop. Cambiano gli studi di settore: platea ristretta e controlli mirati

Fisco, Gerico fa flop. Cambiano gli studi di settore: platea ristretta e controlli mirati

Addio agli studi di settore così come li abbiamo conosciuti finora: il Fisco si aggiorna e cambia tutto. Gerico, il software che gestisce e analizza i ricavi e i compensi di professionisti e imprese, ha fallito: nel 2012 la base imponibile fatta guadagnare dallo strumento anti-evasione è salita di appena 2 miliardi di euro, con un calo negli accertamenti da 13mila a 11mila nel 2013, addirittura il 60% in meno rispetto al 2010. Insomma, Gerico così com'è non funziona. L'obiettivo del Fisco è trasformare gli studi di settore in quello che avrebbero dovuto essere fin da subito: non arma per stanare gli evasori, ma strumento di pre-selezione, per differenziare tra le varie tipologie di contribuenti escludendo alcune aree e concentrandosi su altre più a rischio.

Ridurre la platea degli studi di settore - Secondo quanto riferisce Il Sole 24 Ore, sarebbero tre gli obiettivi del Fisco per i "nuovi" studi di settore: garantire la fedeltà dei dati dichiarati dai contribuenti, cambiare le modalità di utilizzo in fase di accertamento e, soprattutto, "ricalibrare l'area di intervento", riducendo la platea interessata da Gerico. Ad oggi, gli studi di settore sono 205, suddivisi per settori produttivi e dei quali circa 70 vengono aggiornati ogni anno. I contribuenti coinvolti sono 3,6 milioni, il 6,3% in più rispetto al 2011. Le persone fisiche sono 2,3 milioni, le società di persone 678mila e le società di capitali ed enti 616mila.

Occhio al regime premiale - Il guaio per il Fisco è che tra questi soggetti si fatica a far emergere i fenomeni di "infedeltà dichiarativa", perché è relativamente facile "taroccare" i valori per rientrare nel regime premiale che garantisce ai soggetti virtuosi (o presunti tali) di evitare gli accertamenti fiscali. Per stanare gli abusivi degli studi di settore potrebbero tornare molto utili, è la speranza del Tesoro, anche gli altri strumenti a disposizione del Fisco, tracciabilità di pagamenti e fatturazione elettronica in testa.

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Commenti all'articolo

  • GIULIO DE RISO

    11 Agosto 2014 - 11:11

    Io ho un attività aperta da quasi due anni ( tutti mi hanno dato del coraggioso quando ho iniziato il mio progetto imprenditoriale, mio malgrado devo dare ragione a chi mi dava del folle … In un anno ho fatturato 5000 € scarsi e la metà del 2014 è andata ancora peggio… Spero che non mi scambino per un evasore…. Potrei reagire molto male….

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  • gabryvi

    10 Agosto 2014 - 22:10

    Ma copiare da Austria o Germania, nooo????

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  • gigi0000

    10 Agosto 2014 - 16:04

    Riduzione drastica del prelievo: tutto il resto è fuffa atta a castigare qualche poverocristo incappato nei controlli, alias spremiture anche inventate e ad ogni costo. Basta estorsioni di legge, bensì RIVOLTA FISCALE.

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  • er sola

    10 Agosto 2014 - 13:01

    Gli studi di settore sono serviti a truffare lo Stato. Chi li ha ideati andrebbe messo in galera.

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