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I calcoli

Pensioni, con un contributo del 10 per cento a rischio due mensilità

Pensioni, con un contributo del 10 per cento a rischio due mensilità

Sulle pensioni è caos. Il governo naviga a vista. Tra smentite e guerre intestine a palazzo Chigi tra il premier e i suoi ministri la sensazione è che alla fine un intervento sulle pensioni ci sarà. Solo ieri il sottosegretario all'Economia Baretta aveva affermato che "chi guadagna più di 2 mila euro netti al mese può stare tranquillo". Traduzione: chi guadagna sopra questa soglia può cominciare a tremare. Il premier Matteo Renzi ha tappato la bocca al ministro Poletti che aveva parlato chiaramente di un'intervento sulle pensioni, e nonostante lo stop di palazzo Chigi a quanto pare il ministro prosegue sulla sua strada ed è determinato ad andare avanti. Da quando è stato aperto il dossier pensioni per tranquillizzare l'opionione pubblica il governo aveva parlato di un'intervento su quelle alte. Pensioni che superano i 3500 euro mensili. Ma giorno dopo giorno la soglia si è abbassata fino ad arrivare a quella dei duemila euro netti indicata da Baretta che è molto più difficile da far digerire agli italiani.

Il dossier di Cottarelli - Secondo quanto racconta il Corriere della Sera molto probabilmente l'intervento seguirà le indicazioni del dossier sulla spending review preparato da Carlo Cottarelli. Ma sulle indicazioni del commissario potrebbe crearsi uno spaventoso equivoco. Cottarelli indica un intervento temporaneo sulle pensioni sopra i 2500 euro lordi che nette corrispondono a 1700 euro mensili. Con questo provvedimento verrebbe colpita in pieno tutta la classe media e probabilmente la bufera sul governo sarebbe devastante. Da qui l'idea di virare su un'operazione che riguardi le pensioni superiori a 3500 euro lordi. Ma in questo caso l'intervento sarebbe irrisorio perché i pensionati che percepiscono quella cifra sono davvero pochi. A questo punto il governo si trova in  un vicolo cieco. Ma sembra ormai chiaro che l'intervento dovrebbe esserci sulle pensioni che vanno dai 2000 ai 3000 euro netti. In questo range scatterà la soglia che sta preparando il governo.

Quanto si perde - Adesso conviene fare i conti seguendo proprio le indicazioni di Cottarelli che prevede un contributo di solidarietà del 10-15 per cento e un blocco della indicizzazione biennale. Un pensionato che abita a Milano o Roma - come racconta il Corriere - con un assegno lordo di 3 mila euro in realtà tolte le tasse, ogni mese mette in tasca 2.113 euro. Se il ticket sarà al 10 per cento del lordo alla fine dell'anno, il pensionato, subirà un prelievo di ben 3.900 euro pari a circa due mensilità di pensione netta. Un rapina in piena regola. 

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Commenti all'articolo

  • danielegiacchino

    22 Agosto 2014 - 09:09

    Nel caso, sono pronto a scendere in strada. Se poi, una volta in strada, si volesse marciare su Roma..... Niente violenza, però: vanno mandati a casa a forza di pernacchie.

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  • natalinogiarrocco

    21 Agosto 2014 - 17:05

    Stanno navigando a vista, non anno ne idee ne proposte, e noi ci dobbiamo sopportare questi politici

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  • er sola

    21 Agosto 2014 - 17:05

    E quelli che prendono 30 - 40 mila euro il mese continueranno a prenderli? Qui scoppia la rivoluzione, attento Matteo.

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  • tacos

    21 Agosto 2014 - 15:03

    Questo Fiorentino scopetta diritti come fossero dei vizi, due secoli di guerre e di lotte sindacali sono in mano ad un nominato dal Colle. Va sul classico delle carognate, becca dove è facile beccare, stipendi e pensioni. I diritti valgono solo per i Politici, Partecipate colme di trombati, sono oltre 8000 con tutta la pletora di parenti e compari. E' il classico coraggio del coatto.

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