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L'eterna lotta

Diego Della Valle contro Sergio Marchionne: "Furbetto cosmopolita, dove le paghi le tasse?"

Diego Della Valle e Sergio Marchionne

Un po' di Fiat, parecchio Luca Cordero di Montezemolo, molta Ferrari e molto, moltissimo Sergio Marchionne. Un mix perfetto di "italianità", un mix esplosivo che innesca il detonatore di Diego Della Valle, che quando ci sono questi ingredienti in ballo - e soprattutto l'"ingrediente" Marchionne - non riesce a sottrarsi alla polemica. Ed esplode.

"Solo annunci" - Il patron di Tod's, nel merito, replica alle affermazioni rilasciate dall'ad di Fiat-Chrysler Automobiles (Fca) al forum di Cernobbio, quelle frasi che nei fatti, tra l'altro, hanno sancito la fine dell'era-Montezemolo in Ferrari. "Sono dieci anni che Marchionne fa annunci e promesse a vuoto agli italiani e ai suoi dipendenti - attacca Della Valle -, facendo invece sempre e solo i fatti suoi e dei suoi compari". E ancora: "Di persone come Marchionne, gli italiani che vivono una crisi tremenda, ne fanno volentieri a meno. Speriamo che lo capisca anche lui e non salga più in cattedra per dare insegnamenti non richiesti".

Delocalizzazioni - Ripetendo un copione già recitato in passato, Della Valle insiste affermando che l'Italia "è piena di imprenditori seri, grandi e piccoli, che amano i loro prodotti e che sono veramente orgogliosi di essere italiani e lo dimostrano tutti i giorni con i fatti. Occupiamoci di loro che se lo meritano veramente". Parole, quelle di Della Valle, che strizzano inequivocabilmente l'occhio a quelle attribuite dal Corriere della Sera a Montezmolo (e non smentite), in cui il presidente Ferrari afferma che il Cavallino "è ormai americano", accusando neppur troppo velatamente la gestione dell'alto imposta da Marchionne. Così il patron di Tod's rincara: "Marchionne che vuole dare lezioni a noi italiani su cosa e come dobbiamo fare per sottolineare il suo orgoglio italiano. E' una cosa vergognosa ed offensiva". Così in una nota, in cui si fa chiaro riferimento - anche - alle passate polemiche per la delocalizzazione de facto della nuova Fiat, passata in parte negli States e in parte ad Amsterdam.

Cosa c'è dietro - Dopo le accuse, Della Valle sfida direttamente il numero uno di Fca: "Se si sente orgoglioso di essere italiano, cominci a pagare le sue tasse personali in Italia dove le pagano i lavoratori Fiat. Noi italiani non dobbiamo permettere a questi furbetti cosmopoliti di prenderci in giro in questo modo, sicuri di farla sempre franca". Parole di fuoco, insomma, e quella definizione - "furbetto cosmopolita" - destinata a riempire pagine e pagine della personalissima storia (tutt'altro che d'amore) tra Della Valle e Marchionne. Una storia di rancori, accuse reciproche, sfottò e potere, dove sullo sfondo resta sempre il controllo di Rcs e quell'eterna guerra tra Fiat e Della Valle per il Corriere della Sera (ai tempi della tecnocrazia montiana, per intendersi, Della Valle si spinse ad invocare l'intervento del Professore e di Napolitano per "regolare" le vicende relative al quotidiano di via Solferino).

di Andrea Tempestini
@anTempestini

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Commenti all'articolo

  • Happy1937

    10 Settembre 2014 - 09:09

    Prescindo da Marchionne, Montezemolo e tutta la compagnia, ma non VI sembra che anche Diego sia prodigo di "insegnamenti non richiesti"?

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  • umberto2312

    10 Settembre 2014 - 07:07

    Della Valle dovrebbe chiederlo anche a un certo Carlodebenedetti!

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  • carlooliani

    10 Settembre 2014 - 00:12

    Della Valle è solo un emerito cazzone sparaballe ma furbissimo: facendosi pubblicità gratiuita con le sue uscite da imbecille paraitalico si fa solo i propri interessi. Onesto? Solo di facciata.

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  • carlooliani

    10 Settembre 2014 - 00:12

    Della Valle si faccia i fatti suoi che ne ha da nascondere. Ma cosa vuole interviene per difedere il socio di Italo. Invece di lavorare per la Ferrari il socio Montezemolo lavorava per Italo e si dava alla politica. Caro Oberland sei un povero ingenuo che apprezza i parolai come Della Valle e Montezemolo.

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