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Tari e Tasi, ecco la guida per sopravvivere al caos

Tari e Tasi, ecco la guida per sopravvivere al caos

Scadenze, calcoli, bollettini. Passata l’estate, gli italiani sono subito ripiombati nell’incubo Iuc (che incorpora Tasi-Tari-Imu), la nuova tassa varata con l’obiettivo di semplificare e che invece ha reso la vita dei contribuenti un inferno. Avevamo chiuso la primavera con il pasticcio sugli acconti e le delibere non varate dai Comuni nei tempi previsti dalla legge. Ora è il momento degli esami di riparazione per tutti quei proprietari di case (prime e seconde) che devono ancora pagare l’acconto Tasi 2014. Ma la musica non è cambiata. Ieri sera, a poche ore dalla scadenza, prevista per domani, per la comunicazione delle aliquote al ministero dell’Economia, risultavano inviati solo 5.200 documenti. Il che significa che mancano all’appello circa 2.800 comuni e che i contribuenti dovranno ancora una volta fare i salti mortali per pagare il tributo entro il termine del 16 ottobre. Chi ha già versato l’acconto, invece, potrà tirare un sospiro di sollievo. Almeno fino al 16 dicembre, quando dovrà pagare la seconda rata della Tasi e il saldo dell’Imu per le abitazioni principali di lusso e gli altri immobili. Per quanto riguarda la Tari, le scadenze possono variare da due a quattro. In ques’ultimo caso il termine per la seconda rata è il 30 settembre.

 

 

 

Quanto e come - Ma vediamo quanto e come si paga. Inutile cercare di districarsi nella giungla di aliquote e detrazioni che variano da città a città. Così come è inutile sperare che arrivi qualcosa a casa. Il decreto del ministero dell’Economia dello scorso 23 maggio ha reso facoltativo per i comuni l’invio a casa del bollettino precompilato. In altre parole, preparatevi a fare i conti da soli. Per ora si sa solo che la maggioranza dei comuni sta spingendo l’asticella verso l’alto. Secondo le rilevazioni dei Caf dell’Acli su 4mila comuni l’aliquota media è dell’1,94 per mille, il doppio di quella base.
Per avere certezza della percentuale con cui calcolare l’importo è opportuno contattare direttamente il comune di appartenenza oppure rivolgersi ad un professionista abilitato. I paletti fissati a livello nazionale sono questi: per la prima casa l’aliquota minima è dello 0,1%, mentre quella massima può arrivare allo 0,25%, anche se i comuni possono alzarla di un ulteriore 0,08% se hanno deciso di introdurre detrazioni. Per gli altri immobili l’aliquota è collegata all’Imu. La somma delle due non può superare l’1,06%. Anche in questo caso, però, può arrivare la maggiorazione dello 0,08%. E qui scatta il primo tranello. Il comune può decidere di caricare tutto il balzello aggiuntivo sulla prima casa, tutto sulla seconda oppure di dividerlo, ma non può in ogni caso applicare lo 0,08% in più su tutti gli immobili. La norma non è stata rispettata da tutti a giugno. E potrebbe non esserlo anche ad ottobre. Per cui, in caso di maggiorazione, buttate un occhio anche sull’altra aliquota. In caso di errore dovrete recuperare il dovuto con la seconda rata. Il calcolo della base imponibile, fortunatamente, è rimasto lo stesso della vecchia Imu. Si parte dalla rendita catastale che va rivalutata del 5% e moltiplicata per il coefficiente dell’immobile in questione (160 per le abitazioni). La complicazione in più riguarda le case in affitto. La Tasi, infatti, devono pagarla anche gli inquilini, con una quota che va dal 10 al massimo del 30% L’asticella la fissano i comuni, che possono anche stabilire un’esenzione totale.

Bollettino o F24 - Il pagamento di tutti i tipi di Tasi può essere effettuato con il modello F24, in banca, all’Agenzia delle entrate, alla posta o via internet, oppure con bollettino postale, presso gli uffici o attraverso i servizi telematici di Poste Italiane. L’F24 è necessario per utilizzare somme in compensazione o pagare contemporaneamente il tributo per più immobili situati in comuni diversi. Nell’apposita casella si segna il numero di immobili a cui si riferisce il pagamento e si inserisce il codice tributo. Attenzione: non ci sono codici tributo per il pagamento Tasi dell’inquilino. Quindi, si deve supporre che si utilizzi lo stesso codice tributo del proprietario. Mancano anche indicazioni specifiche sul campo rateazione, quindi bisogna supporre che si debbano usare gli stessi codici validi per l’Imu. Per quanto riguarda il bollettino si può pagare sul sito web delle Poste oppure bisogna recarsi negli uffici postali. Il bollettino dedicato è quello che ha prestampato il numero di conto corrente 1017381649 (su questo conto non si può versare tramite bonifico) ed è intestato a Pagamento Tasi.

La vecchia Tares - Cambia tutto per la Tari, che a differenza della Tasi (tributo sui servizi indivisibili che ha incorporato una parte della Tares), va a sostituire la vecchia Tarsu sui rifiuti. Il balzello va versato da chi occupa a qualsiasi titolo un immobile (non solo quindi ad uso abitativo, pensiamo anche agli esercizi commerciali) e dunque da chi produce effettivamente i rifiuti. Per quanto riguarda il calcolo, la Tari 2014 viene computata sulla base delle dimensioni dell’immobile, del numero di persone che vi abitano e della superficie calpestabile, autentica base imponibile del tributo. Tante variabili che rendono praticamente impossibile calcolare autonomamente l’imposta. In questo caso, però, il Comune dovrebbe essere obbligato ad inviare a casa i bollettini con l’importo. Diciamo dovrebbe perché non sempre questo avviene e quasi mai avviene nei tempi previsti dalle scadenze o nei tempi necessari a permettere al contribuente di assolvere l’obbligo (il giorno prima della scadenza). In tutti questi casi lo statuto del contribuente prevede il pagamento in ritardo senza sanzioni. Per evitare contenziosi con il comune, però, è meglio verificare se è stata deliberata (come spesso accade) una moratoria di 15 o 30 giorni in seguito all’invio in ritardo dei bollettini. La Tari si può pagare con il modulo ricevuto a casa oppure con l’F24 utilizzando i codici tributo della vecchia Tares.

di Sandro Iacometti

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Commenti all'articolo

  • encol

    18 Settembre 2014 - 07:07

    Ma al governo non ci sono anche i "paladini" dell'IMU. Quel NCD tranfugo che fece della eliminazione dell'odiosa , ingiusta ma sopratutto becera tassa dal punto di vista dell'economia reale oggi distrutta eppure la sola deputata a risollevare il paese, la bandiera della propria esistenza politica?

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  • Yossi

    10 Settembre 2014 - 21:09

    Se la confusione creata indica da una parte la disonestà intellettuale dei politici, in modo da diventare tutti evasori soggetti a multa, dall`altra parte come non riscontrare la totale mancanza di capacità organizativa sembrano un branco di Cavalli che corrono all impazzata senza meta.

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  • highlander5649

    10 Settembre 2014 - 19:07

    quelo che fa incazzare come bestie gli italiani non è tanto il QUANTO SI DEVE PAGARE che è già abbastanza (eufemismo..) alto ma è il COME. una ridda di voci sul come pagare, con bollettino o f24? e con quale aliquota. vi è la massima confusione. è la mancanza di chiarezza che fa imbestialire. oltre al modo in cui sprecano i soldi certi comuni. (striscia la notizia!)

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  • babbone

    10 Settembre 2014 - 17:05

    Finchè non li prendiamo tutti a sganassoni nei denti non cambiarà niente.

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    • gigi0000

      10 Settembre 2014 - 17:05

      Anch'io mi divertirei moltissimo, ma non sarebbe possibile, oppure costituirebbe reato, mentre la rivolta fiscale è una lecita forma di protesta, soprattutto se dovuta ad una reale difficoltà economica e, se me lo permetti, con effetti di gran lunga superiori. Qualsiasi parassita muore, se privato dell'alimentazione!

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