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Ue, il timore di Matteo Renzi: la mannaia di José Manuel Barroso sulla finanziaria italiana

Ue, il timore di Matteo Renzi: la mannaia di José Manuel Barroso sulla finanziaria italiana

I nemici di Matteo Renzi sono in Europa. Il premier teme imboscate sulla finanziaria, che dovrà essere consegnata entro il 15 ottobre a Bruxelles e che verrà approvata, si spera, dalla Commissione Ue il 30 dello stesso mese. Eppure, non tutto può filare liscio. La guerra anti-austerità iniziata dalla Francia a cui l'Italia si è accodata in maniera un po' incerta rischia infatti di lasciare sul campo morti e feriti. "Ci sono alcuni soggetti della Commissione europea dei quali non ci fidiamo", confidano esponenti vicini a Palazzo Chigi a Repubblica.

Le trame di Barroso - Nel mirino c'è il presidente uscente della Commissione, il portoghese José Manuel Barroso, che prima di lasciare la poltrona al neo-eletto Jean-Claude Juncker sarà chiamato a vagliare la legge di stabilità italiana insieme a un falco Doc del rigore come Katainen (oggi commissario delle Politiche economiche e futuro vicepresidente con Juncker). Il sospetto malizioso dei renziani è che Barroso aspirando alla carica di presidente del Portogallo possa giocarsi la carta dell'inflessibilità con Francia e Italia dopo non aver fatto sconti al proprio Paese negli scorsi anni. Se Lisbona ha versato lacrime e sangue, lo stesso dovranno fare anche Parigi e Roma, sarebbe in succo la posizione di Barroso. Dall'altra parte, però, ci sarebbe la disponibilità di Juncker a mediare con gli anti-rigoristi, anche in virtù di settimane di (buone) trattative per le varie poltrone comunitarie con i socialisti europei di cui Renzi e François Hollande sono i massimi esponenti.

Comunque tasse - In ballo c'è però il futuro stesso dell'Unione europea: la Francia, rifiutando di rispettare il tetto del 3% del rapporto tra deficit e Pil, si sta avviando verso pericolose misure di infrazione, come ammesso dallo stesso futuro commissario economico di Juncker, il francese Pierre Moscovici. Niente sconti per nessuno, insomma. Renzi ha ribadito, almeno a parole, di voler stare con Parigi anche se nei fatti l'Italia il 3% non lo sfonderà, a costo di riempire di tasse i suoi contribuenti. Certo, c'è sempre la questione del pareggio di bilancio rinviato al 2017 a causa dei mancati tagli al deficit strutturale che potrebbe irritare Bruxelles. In cambio, però, il governo prometterà all'Ue che se il pareggio di bilancio nel 2017 non verrà rispettato scatterà la solita causa clausola di salvaguardia che prevede l'aumento dell'Iva. Poco cambia, per le tasche degli italiani: se non si rispettano i patti, si pagherà. Se si rispettano i patti, si pagherà lo stesso.

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Commenti all'articolo

  • mauepicuro

    04 Ottobre 2014 - 08:08

    .... E notate che intelligentemente Berlusconi NON appoggia ufficialmente Renzi altrimenti salterebbe tutto. N. B. Non ho MAI votato Berlusconi bensì Lega

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  • mauepicuro

    04 Ottobre 2014 - 08:08

    Basta pseudoUnioneEuropea ! ! Inoltre mettiamoci bene in testa un concetto : o prendiamo le armi e andiamo a Roma oppure soteniamo Renzi. Motivo ? Non sarà consentito all'Italia (ammesso che esista ....) di avere un governo di destra, è dimostrato dalla defenestrazione di Berlusconi ed ancor più dagli attacchi dei rottamati di sinistra, sindacati e magistrati a Renzi. SE c'è una speranza è Renzi.

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  • sempre-CDX

    03 Ottobre 2014 - 16:04

    E basta con questa fallimentare UE che mette il naso dovunque tranne che in Germania. Bla ba bla ... Moneta forte ..... deficit 3%, ...... fiscal compact ....... ma dove vuole andare .......... In USA (quelli considerati pazzi perchè stampano i soldi) nel frattempo c'è il boom dell'occupazione portando l'Euro ai minimi. Allora ? Chi sono i pazzi ? Che ci stiamo a fare ancora in UE ?

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  • spalella

    03 Ottobre 2014 - 14:02

    questa è una ennesima finanziaria truffa ai danni dei cittadini italiani, e che rompe le palle alla Ue come al solito. ABBIAMO UN TESORO IN CASA cui attingere per finanziare riforme e investimenti... SI CHIAMA SPRECO E CARROZZONI PUBBLICI. Enti inutili, Poltrone inventate, Consulenze, Appalti truffa, Inefficenze e Doppioni..... una Vera Finanziaria DEVE CANCELLARE Queste Truffe Decennali.

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