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I conti di palazzo Chigi

Governo, a rischio 3 miliardi di detrazioni

Governo, a rischio 3 miliardi di detrazioni

A rischio 3 miliardi di euro di agevolazioni e detrazioni fiscali. Sarebbe questa la clausola di salvaguardia della legge di stabilità 2014. Il comma 430 della legge n. 147/2013 prevede infatti per l’anno 2015 maggiori entrate pari a 3 miliardi di euro, da ottenere attraverso la razionalizzazione della spesa pubblica. Qualora però la spending review non si concretizzi, scatterà un taglio dei bonus fiscali e un’eventuale variazione alle aliquote attualmente in vigore, con dpcm da adottare entro il 15 gennaio 2015. La stessa legge di stabilità aveva previsto (comma 575) un’ulteriore strada, quella del taglio lineare delle detrazioni Irpef: dal 19% si sarebbe passati al 18% per il 2013 e al 17% dal 2014. Possibilità, questa, alla quale nel gennaio 2014 il governo allora guidato da Enrico Letta aveva rinunciato, ritenendo di operare in questo senso con l'approvazione della delga fiscale in Parlamento. Ora quello che era stato scongiurato e cacciato dalla porta, rinviando la partita alla attuazione delega, è pronto a rientrare dalla finestra. Misure che, peraltro, dovrebbero assicurare anche 7 miliardi di euro per il 2016 e 10 miliardi annui a partire dal 2017.
Accanto a questo scenario emerge in questi giorni un nuovo intervento sull’Iva. Insomma il governo è pronto a rimettere le mani nelle tasche degli italiani. La "spending review" comincia sempre da lì...

La casa -  Tra le misure su cui si ragione c'è anche l'ipotesi di reintrodurre, a partire dal prossimo anno, una detrazione fissa nazionale per la Tasi, la nuova tassa sulla casa, sul modello di quanto avveniva con la vecchia Imu. In pratica, una detrazione di 200 euro fissa, più 50 euro per ogni figlio di età inferiore a 26 anni con un tetto complessivo a 400 euro. Una misura che costrerebbe tra uno e due miliardi di euro. Un modo per mettere fine al caos delle aliquote Tasi. Con la Tasi è stata lasciata carta bianca ai sindaci di stabilire l'entità del prelievo fissando un tetto al 2,5 per mille ma permettendo di alzare la tassazione fino a 3,3 per mille utilizzando il prelievo aggiuntivo dello 0.'8 per mille per concedere detrazioni ai proprietari di prima casa. In discussione ci sarebbe anche la possibilità di inviare dei bollettini prestampati per il pagamento delle tasse sulla casa. 

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Commenti all'articolo

  • burago426

    06 Ottobre 2014 - 10:10

    il Governo non contento che molti preferiscono avere una casa di proprietà togliendo il peso allo Stato che altrimenti dovrebbe sobillarsi una spesa per dare la casa popolare e per tanto spendere, che fa? Li colpisce, invece di ringraziarli per avergli tolto il disturbo di una uscita finanziaria che andrebbe a colpire ancora il debito. Ma come ragionano? Bisogna premiarli non penalizzarli!

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