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Legge di stabilità

Manovra, da luglio il Tfr in busta paga. Garantisce lo Stato per le imprese

Manovra, da luglio il Tfr in busta paga. Garantisce lo Stato per le imprese

I dipendendi privati da gennaio 2015 potranno fare richiesta e ottenere il Tfr in busta-paga mensilmente anziché alla fine del periodo lavorativo. La legge di Stabilità approvata ieri dal Consiglio dei Ministri lo prevede e mantiene le promesse annunciate dal governo: volontarietà della scelta di incassare anzitempo il Tfr da parte del lavoratore e nessun deficit di liquidità per le imprese, soprattutto quelle medio-piccole. Ma chi sceglierà di avere il Tfr in busta paga subirà su queste somme la tassazione secondo l’aliquota marginale. Almeno sulla carta. Sì, perché, denuncia il Corriere della Sera il testo definitivo non è stato distribuito ieri in conferenza stampa e ci sono due aspetti ancora da chiarire. Il primo riguarda la cifra che lo Stato potrebbe incassare per la tassazione della parte del Tfr che entra in busta-paga e che una stima quantifica minimo in un miliardo e mezzo e massimo in 4 miliardi. L’altro aspetto riguarda il fondo Inps che raccoglie i versamenti effettuati dalle imprese sopra i 50 dipendenti, importi che con la nuova normativa potrebbe perdere.  Di certo ci sarebbe che l'operazione avverrà a costo zero per le imprese, visto che i soldi nella busta paga del dipendente sarà anticipato dalle banche con la garanzia dello Stato pari a 100 milioni per il 2015. Tale controgaranzia consente alle banche di non trovarsi in difficoltà con le regole di Basilea perché evita loro di farsi carico di un fardello patrimoniale per i finanziamenti legati al Tfr in busta paga.

A luglio busta paga più pesante - Un lavoratore che incassa 1.400 euro netti può avere in busta-paga più di 100 euro al mese per 13 mensilità. Il provvedimento, previo decreto attuativo e successivo protocollo tra ministeri competenti e Abi, dovrebbe essere operativo a metà 2015 con effetto retroattivo dall’inizio dell’anno. L’impresa per cui lavora dovrà farsi certificare dall’Inps il diritto alla prestazione. Tale certificazione verrà trasmessa alla banca che deciderà se erogare il finanziamento. Al termine del periodo lavorativo del dipendente, sarà l’azienda a dover restituire i soldi alla banca finanziatrice. Se non lo farà, la banca per recuperare le spettanze dovrà rivolgersi al fondo di garanzia dell’Inps. Il provvedimento, previo decreto attuativo e successivo protocollo tra ministeri competenti e Abi, dovrebbe essere operativo a metà 2015 con effetto retroattivo dall’inizio dell’anno. In pratica i lavoratori possono fare domanda del Tfr in busta paga a partire da gennaio prossimo, ma i primi soldi li vedranno solo a luglio quando, oltre alla quota mensile, si vedranno corrispondere anche il super conguaglio con i mesi precedenti.

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Commenti all'articolo

  • burago426

    16 Ottobre 2014 - 18:06

    stpendio aumentato di 10- 20 euro al mese, in caso di malattia retribuzione tramite tfr, onde evitare i furbetti. Guadagno per l'azienda e per l'INPS all'ennesima potenza. Chi ha un negozio o una professione chi li rimborsa quando stanno a casa? Quindi per pochi giorni nessuno muore di fame, al massimo come ho detto prima, integrazione con retribuzione tramite il tfr.

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  • morello

    16 Ottobre 2014 - 16:04

    Quindi il dipendente che guadagna 1400€ al mese con il TFR ne avrà piu' di 1500 e perderà il diritto al Bonus ,inoltre si troverà con un TFR tassato quasi il doppio rispetto a quello che avrebbe incassato alla scadenza della vita lavorativa. Poi " .sarà l'azienda a dover restituire i soldi alla banca finanziatrice. " al lordo della tassa ordinaria? e con quali interessi ? Articolo del C...o

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  • fausta73

    16 Ottobre 2014 - 15:03

    Stanno facendo i conti quanto guadagneranno tassando il tfr. ma sono sicuri che gli italiani richiederanno il tfr in busta paga? io no, mica sono scemi, con quella tassazione!

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