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Il lavoro che c'è

Banche, solare, stampanti 3D: occhio alle tre rivoluzioni

Il lavoro c’è dice Pietro Ichino: le aziende stanno cercando 500mila persone. Solo che non è più tempo di lavoratori generici a bassa professionalità: si cercano competenze, specializzazioni, idee nuove. Stiamo vivendo una rivoluzione epocale, dove la tecnologia sta distruggendo le nostre certezze. Dove la selezione, globale, la farà da padrone. E non solo per il «popolo», ma anche per i grandi manager. Qualche esempio? Francisco Gonzales, patron del colosso bancario spagnolo Bbva, profetizza che fra pochi anni - complice lo sviluppo tecnologico e i tassi bassi - resisteranno poche dozzine di banche nel mondo. Abel Linares, ex manager di Telefonica Sudamerica, sostiene che il 70% dei lavori che faranno i nostri bebè non esistono: devono essere ancora inventati.

Uno studio della London School of Economics spiega poi come computer e robot ridurranno le prospettive di lavoro degli italiani e degli europei negli anni a venire. In Italia il 56% delle occupazioni rischia di sparire entro i prossimi venti anni a causa dell’alto numero di lavori ripetitivi e di basso livello, lavori che possono essere facilmente essere sostituiti da macchine (impiegati, segretarie e magazzinieri, ad esempio). In Europa in generale la situazione è migliore ma non di molto, con circa il 40% delle mansioni che potrebbero sparire entro due decenni. Il trend, che è generalizzato e tocca anche gli Usa, è già iniziato nei decenni precedenti, ad esempio con i siti di ricerca voli che hanno praticamente eliminato il lavoro degli agenti di viaggio. Ora, secondo i ricercatori londinesi, il pericolo è però aumentato di molto: mentre una volta i computer andavano infatti programmati nei minimi dettagli per svolgere una mansione, ora sono sempre più numerosi i computer che sono in grado di «imparare», eliminando una ulteriore quota di lavori che in passato invece non erano accessibili alle macchine.

Anche i computer stanno andando in pensione. La Sony ha venduto la divisione pc e d’ora in poi si concentrerà solo sulla produzione di smartphone e tablet. Precedentemente anche Hp aveva deciso di chiudere con la produzione di computer. La stessa Hp ha da poco annunciato che nel 2016 sfornerà una stampante 3D, dieci volte più veloce di quelle esistenti: una notizia che ha riacceso i riflettori sulla cosiddetta rivoluzione post industriale. Occhiali, arredamento, protesi, fucili, pezzi di aereo, forse auto e chissà che altro si potranno «stampare», cioè produrre, in poco tempo e con il semplice ausilio di una chiavetta Usb (nel caso si volessero, ad esempio, gli occhiali personalizzati) e un super computer.

Tutto questo è possibile perchè sta finendo l’epoca del petrolio. Secondo uno studio di Deutsche Bank grazie ai continui miglioramenti tecnologici entro il 2016 l’energia solare sarà la fonte di energia più economica negli Usa, diventando più conveniente di petrolio, gas e carbone. L’efficienza di pannelli e batterie solari, infatti, continuerà a migliorare incessantemente per merito degli investimenti in ricerca delle società del settore. Altrettanto non si può dire invece per le altre principali fonti energetiche tradizionali, il cui prezzo è influenzato anche dal fatto che i giacimenti di petrolio, gas e carbone non sono illimitati. E così già nel 2016 negli stati di New York e della California l’energia solare costerà 10 centesimi in meno (per kilowatt ora) rispetto alle altre forme di energia. E secondo uno studio dell’Agenzia Internazionale dell’Energia entro il 2050 i pannelli solari diventeranno la principale fonte energetica del globo. Ma forse anche prima. E l’Italia in fatto di sole o vento non ha niente da invidiare agli Usa.
Nuovi macchinari, basso costo del denaro ed energia meno cara spingeranno sempre più aziende (adesso sono un’ottantina) a riportare in patria la produzione, decretando la fine della delocalizzazione per abbattere i costi.

Non è finita: c’è la terza, triplice, rivoluzione. Quella sociale. Miliardi di persone si sposteranno sempre di più, miliardi di persone invecchieranno sempre di più, miliardi di donne si arricchiranno sempre di più. Chi capirà le nuove esigenze - e gli italiani hanno le qualità - farà bingo. Chi seguirà le battaglie della Camusso finirà nella casella “Perdi tutto”

di Giuliano Zulin

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Commenti all'articolo

  • umberto2312

    30 Novembre 2014 - 14:02

    Sostenere adesso che i sindacati siano la palla al piede del paese, vuol dire scoprire l'ombrello e l'acqua calda insieme. Sono decenni che dovrebbero essere liquidati ma ci sono ancora degli imbecilli che gli danno retta.

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  • frabelli

    30 Novembre 2014 - 13:01

    Se quello che ha etto Ialino è fedelmente riportato ci sono delle incongruità. I computer prenderanno il nostro posto per i lavoro semplice, Sony, hp hanno dismesso la divisione personal computer. Allora chiariamo che questi due marchi l'hanno dismessa parzialmente, comunque Apple continua a produrre e vendere i suoi personal computer. Diciamo che molte attività ora si possono svolgere con altro

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