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Tasse: ecco i premier che hanno spremuto di più gli italiani. Berlusconi invece...

Tasse: ecco i premier che hanno spremuto di più gli italiani. Berlusconi invece...

Chi ci ha governato ha considerato gli italiani non cittadini, ma sudditi da spremere. Almeno stando all'analisi dei balzelli imposti dai governi che si sono succeduti negli ultimi 24 anni a Palazzo Chigi: chi più, chi meno, tutti alla fine ci hanno bastonato gli italiani. Secondo lo studio fatto dal Tempo, però, lo scettro del più rapace in termini di imposizione spetta a Romano Prodi. Nella sua prima esperienza a Palazzo Chigi, dal 1996 al 1994, la pressione fiscale è passata dal 41,4% al 42,2%. Non senza passare per un ben pesante 43,4% nel 1997. L'aumento cumulato alla fine del suo mandato è stato dunque di un +1,3%. La medaglia d'oro nella classifica gli spetta perché anche alla seconda prova governativa, e cioè dal 2006 al 2007, Prodi ha portato il carico fiscale dal 40,1 al 42,7%. Con uno spettacolare incremento di 2,6 punti in soli due anni. A contendergli il primato, puntualizza Marco Valeri, c'è Giuliano Amato che nel settembre 1992 avviò la prima manovra lacrime e sangue e mise in una notte le mani nei conti correnti degli italiani. In un sol colpo fece impennare il peso complessivo del fisco dal 39,2% al 41,7 del Pil. Un salto di 2,5 punti. Il successore non fu da meno: Carlo Azeglio Ciampi, nel 1993, aumentò le tasse di un altro punto percentuale.

I tagli fiscali - Gli unici che cercarono di ristemare le cose furono Silvio Berlusconi e Massimo D'Alema. Arrivato al comando il Cav nel 1994 pretese e portò a termine un taglio fiscale "monstre". Dal 42,7 del governo Ciampi si arrivò al 40,6% con un taglio della pressione fiscale tagliata del 2,1%. Non solo. Nel 2005 Berlusconi riuscì a farla arrivare al 40,1%. Un record. Ma anche il suo concorrente dell'epoca non fu da meno. D' Alema nei 2 anni di esecutivo fece scendere il peso del fisco di quasi un punto.

L'uomo della provvidenza - Poi ci fu Mario Monti: l'uomo della provvidenza chiamato dall'emergenza a salvare il Paese. Prese l'Italia già sotto pressione con un fisco al 42,5% del Pil nel 2011 e riuscì, a colpi di Imu, a portare l'asticella dove mai nessuno aveva osato: 44% dunque 1,5 punti di Pil sottratti dal fisco in meno di 365 giorni. Adesso c'è Matteo Renzi. Le rilevazioni del Tempo arrivano dal Def e non lasciano prevedere nulla di buono: nel Documento economico e finanziario più aggiornato la pressione fiscale con lui resta al 43,3% del Pil.

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Commenti all'articolo

  • geisser

    05 Dicembre 2014 - 18:06

    Si ringrazia Monti , percvhè non fosse stato per lui l'Italia avrebbe fatto un bel default!

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  • aifide

    04 Dicembre 2014 - 22:10

    Questi loschi figuri andrebbero giustiziati in pubblico

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  • tristano.libero

    02 Dicembre 2014 - 11:11

    Ma daiiiii!!!! Smettete di scrivere queste panzane che poi c'é il rischio che i soliti berluscones ci credono, così come hanno creduto per 20 anni alle balle del pregiudicato. Non solo il pregiudicato non ha tagliato le tasse, ma ha tagliato i fondi alle Regioni che per sopravvivere ci hanno massacrato di tasse e così il pregiudicato poteva dire: "non ho messo le mani nelle tasche degli Italiani"

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    • belsegno

      02 Dicembre 2014 - 22:10

      Sei di sinistra e dunque non in grado di vedere e capire le cose più semplici. Per lo meno non dire stupidate. E’ ovvio a chiunque che Berlusconi ha cercato il più che poteva per mettere le cose a posto, ma in un paese dove la sinistra si e’ insidiata in tutte le istituzioni della stato non e’ facile. I magistrati ad esempio lavorano solo quando c’e’ berlusca se no tutti a nanna.

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      • reginarossiregina

        04 Gennaio 2015 - 06:06

        e tu che sei un cieco BERLUSCONES,lo si capisce dalle panzane e tisei bevuto fino ad ora

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  • maiPD

    maiPD

    02 Dicembre 2014 - 10:10

    tre facce da incubo , hanno fatto + danni che il terremoto, l' alluvione e le guerre.

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    • pellegrinig

      03 Dicembre 2014 - 16:04

      ne mancano 4 o 5 Berlusconi bossi fini e casini

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