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Le misure della manovra

Legge di stabilità, tagli a Regioni e Sanità. Province, il 50% dei dipendenti in esubero, stipendio pieno fino al 2017

Legge di stabilità, tagli a Regioni e Sanità. Province, il 50% dei dipendenti in esubero, stipendio pieno fino al 2017

Sono quattro i miliardi di euro in meno che il governo verserà alle Regioni, con conseguenze prevedibili sulla sanità pubblica. In più, ci sono gli esuberi dalle Province in via di dismissione. La legge di stabilità approvata al Senato all'alba di sabato dichiara in esubero il 50% dei dipendenti delle province e il 30% di quelli delle città metropolitane. Le liste di chi "resta" deve essere consegnata dagli enti entro l'1 aprile 2015. Lo stipendio attuale per tutti i dipendenti è garantito fino al 2017, poi scatterà la "disponibilità" di due anni con taglio del 20% in busta paga. Le cessazioni partiranno dal 30 aprile 2019.

La rivolta nelle Province - Le migliaia di dipendenti delle Province a rischio mobilità non hanno atteso il voto di fiducia per scatenare la protesta. Firenze ha guidato la sommossa, con i lavoratori che hanno letteralmente occupato le stanze del palazzo della Provincia. Cartelli, bandierine, sacchi a pelo e brande per passare la notte. "Qua saltano posti e servizi", lamentano allarmati dipendenti e sindacati: "Chi si occuperà della manutenzione delle strade, della sicurezza degli edifici scolastici, dei centri per l'impiego, della tutela ambientale?", domanda un "ribelle" dalle pagine di Repubblica

Partecipate e Regioni - A proposito di tagli alla spesa, il governo chiude le micro-società partecipate che hanno più amministratori che dipendenti e le "aziende doppione". Come detto, alle Regioni vengono tagliati 4 miliardi di euro. Un provvedimento che quasi sicuramente avrà ripercussioni sulla Sanità, visto che questa voce ricopre l'80% delle uscite delle Regioni. Piove sul bagnato, visto che i 4 miliardi si sommano ai 2,3 già tolti nei mesi scorsi.

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Commenti all'articolo

  • maiPD

    maiPD

    27 Luglio 2015 - 14:02

    finalmente si sono accorti delle inutili zavorre al piede da decenni in questo scapestrato paese .

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  • alvit

    20 Dicembre 2014 - 13:01

    cosa ci si aspettava, che tutti questi mantenuti di pubblici impieghi, quasi del tutto nullafacenti , timbranti di cartellini di gruppo, e poi, bar, casa, spesette, crociolarsi al sole o andare al mare e ai monti, rimanessero inerti e paciarotti? E dove mai troveranno un lavoro (sic) si fa per dire, come questo? Ora si strappano le vesti, urlano di dolore, ma la grana fino ad ora l'hanno presa.

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  • ferdi1512

    20 Dicembre 2014 - 10:10

    dipendenti delle provincie in rivolta?sapete quando ci fate felici?tutta gente raccomandata dalla politica!!! che vi licensiassero tutti!!!!!!!!!!!!!!!!

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