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Evasione fiscale, in un anno un milione di denunce anonime

Evasione fiscale, in un anno un milione di denunce anonime

E' il capolavoro del duo Monti-Befera. Non che il sito www.evasori.info abbia direttamente a che fare con l'ex presidente del Consiglio e l'ex numero uno dell'Agenzia delle entrate. Ma il suo successo è il frutto del clima di terrore e di caccia alle streghe creato nell'anno in cui il bocconiano ha spadroneggiato su un'Italia scioccata dalla crisi economica e dalla prematura fine del governo Berlusconi. A quei tempi risalgono i blitz degli 007 del fisco in rinomate località turistiche e pure nelle strade dello shopping a Milano e Roma. E sempre in quel periodo sono stati varati strumenti come il redditometro e incentivati i cittadini a denunciare chi non paga le tasse. A fare cioè quel che uno Stato incapace non è riuscito a fare per decenni.

Fatto sta che i numeri diffusi oggi dal sito evasori.info fanno impressione. Nel corso del 2014, infatti, le segnalazioni online compiute da semplici cittadini contro l’evasione fiscale sono cresciute del 76%. Il dato annuale aggiornato a oggi 5 gennaio 2015 parla di 1.122.589 segnalazioni e riguarda un’importo evaso di 170.518.147 euro. Se si confrontano i numeri con quelli di un anno fa, al 6 gennaio 2013 le segnalazioni erano state 854.681 per 129.284.347,61 euro. Nel mirino dei "delatori della porta accanto" non ci sono, ovviamente, i grandi evasori. Ma i comportamenti quotidiani, spesso all’insegna dell’evasione totale: dal caffé al bar alla cena al ristorante, passando per le prestazioni di  dentisti, idraulici ed elettricisti, concessionari e meccanici auto e  moto.

In testa alla classifica che riguarda il numero di segnalazioni ci  sono i bar (34,6% del totale delle segnalazioni) e i ristoranti (12%). Perché l’evasione più diffusa è quella che nasce e cresce intorno alla ristorazione: il caffè e  cornetto, per iniziare la giornata, senza scontrino; e poi la pizzeria che scrive il conto a penna direttamente sulla tovaglia di carta o  l’agriturismo che non registra gli ospiti, così può fare lo sconto. Seguono i servizi alla persona (9,4%), gli alimentari e tabacchi (9,3%), il catering e i fast food (5,7%), gli ambulanti (4,1%), i medici e i dentisti (3,1%), i rivenditori di auto e moto (1,5%).

Guidano invece la graduatoria costruita sulle somme evase medici e dentisti. Perché interi piani tariffari possono essere declinati  secondo il doppio binario: migliaia di euro con regolare fattura,  oppure migliaia di euro, ma un pò di meno, con una qualche fattura ogni tanto. Ben posizionate anche le imprese edili. Per i lavori di ristrutturazione di casa non si accettano assegni, solo contanti. Lo  impongono i fornitori, servono a pagare gli operai, sono le giustificazioni più ricorrenti. Ecco la classifica delle delle somme evase per categoria: medici e dentisti 12.542.961 euro; ristoranti 10.321.904 euro; immobiliari 9.501.176 euro; bar 9.460.976 euro; servizi alla persona 8.945.984 euro; costruttori 8.464.856 euro; rivenditori di auto e moto 7.526.005 euro; studi legali, avvocati e notai 5.639.768 euro.

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Commenti all'articolo

  • emilb

    30 Marzo 2015 - 10:10

    e cioè abbiamo superato la Germania dell'Ovest dove gli addetti a tale compito non superavano, tramite STASI, il numero di 210.000 e comunque erano poco interessati al movimento di capitali.....insomma la kompagna Merkel sta facendo scuola......emil-b

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  • josef.sezzinger

    09 Gennaio 2015 - 15:03

    Una breve e interessante lettura sull'argomento tasse è del filosofo tedesco Peter Sloterdijk, nel libro "La mano che prende e la mano che dà". Illuminante e disintossicante: niente rancore e molto ragionamento.

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  • ramadan

    06 Gennaio 2015 - 11:11

    delatori, spie. ? perchè non collaboratori del fisco . chi evade è un ladro che ruba a tutti noi. se vediamo uno che ruba che facciamo ? siamo spie e delatori se chiamiamo la polizia ? sarebbe comportamento da mafiosi non chiamare la polizia. è questo che auspicate ?

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    • MorettiA

      30 Marzo 2015 - 13:01

      Chi evade non è un ladro ma un risparmiatore che fa i propri interessi e infatti non ruba ma cerca soltanto di non farsi derubare !

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  • zefleone

    06 Gennaio 2015 - 10:10

    Visto lo spazio: incominciamo a fare nomi e cognomi di tutti i dipendenti pubblici che lavorano in nero. Unico problema: le istituzioni hanno valutazioni diverse non dimentichiamo che quella feccia umana della giustizia è comunista e loro hanno un detto questi bastardi" QUELLO CHE E' MIO E' MIO E QUELLO CHE ' TUO E' MIO" Morissero tutti bastardi.

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