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Elezioni in Grecia, quanto è esposta l'Italia sul debito di Atene

Elezioni in Grecia, quanto è esposta l'Italia sul debito di Atene

Dopo la vittoria di Tsipras, occhi puntati sulla Grecia e le prossime mosse di Atene con Bruxelles e la Troika. A far tremare le cancellerie europee sono le richieste di rinegoziazione del debito avanzate da Tsipras in campagna elettorale e ribadite subito dopo la vittoria con un secco: "Diciamo addio alla Troika". Ma se Atene dovesse scegliere la via di un raccio di ferro con l'Europa chi ci perderebbe di più? L'Italia è esposta verso la Grecia per circa 40 miliardi di euro, se si considerano i prestiti bilaterali e le quote di partecipazione nel fondo salva-stati Esm, nella Bce e nell'Fmi. Lo calcola Bloomberg secondo cui, davanti al nostro Paese ci sono solo Germania (60 miliardi) e Francia (46 miliardi). I 322 miliardi di debiti della Grecia, secondo i dati del Ministero delle Finanze greco resi pubblici alla fine del terzo trimestre 2014, sono solo per il 17% in capo a soggetti privati.

I calcoli - Il 62% è in capo ai governi dell'Eurozona, il 10% all'Fmi e l'8% alla Bce mentre il restante 3% è custodito nella Banca centrale greca. I governi dell'Eurozona, tra prestiti bilaterali concessi in occasione del primo salvataggio nel 2010 e fondi elargiti attraverso l'Esm, sono esposti complessivamente per 195 miliardi di euro. Inoltre hanno sostenuto la Grecia, in proporzione alle loro quote di partecipazione, anche attraverso la Bce, di cui l'Italia detiene il 12,3% del capitale e l'Fmi, di cui il nostro Paese è “socio” con il 3,2%. Alla fine, leggendo in trasparenza gli impegni, risulta che l'esposizione dell'Italia ammonta a circa 40 miliardi. Dietro il nostro Paese si colloca la Spagna con circa 26 miliardi, seguita dall'Olanda con circa 12 miliardi.

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Commenti all'articolo

  • dino.michela

    31 Gennaio 2015 - 17:05

    Contenti compagni adesso vi brucerà il culo

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  • imahfu

    30 Gennaio 2015 - 17:05

    merco3000 osservazioni basate sul nulla... poi cadono. La Grecia, intanto, vuol restare nell'euro alla faccia di >Giordano.

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  • andresboli

    27 Gennaio 2015 - 08:08

    forse non è chiaro che i soldi non gli avremmo mai di ritorno, neanche se eseguono alla lettera il piani di austerita imposto dalla troika. Sono uguali a noi spreco a volontà fino al fallimento!! l'unica differenza è, che loro hanno capito che le ideologie sono finite, mentre noi siamo ancora quì a menarla con i komunisti e i moderati..

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  • marcolelli3000

    27 Gennaio 2015 - 00:12

    stiamo ai fatti : i paesi ricchi vogliono l'euro e quelli poveri no. Ora i paesi ricchi non sono ricchi per grazia ricevuta, ma perche' la loro gente lavora e bene. Comunque questa Europa unita per finta serve solo ai paesi ricchi, evidentemente. se i paesi poveri coi debiti fossero stati ricchi avrebbero voluto l'euro e l'europa finta anche loro.

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