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Affitto, come risparmiare senza cambiare appartamento

Affitto, come risparmiare senza cambiare appartamento

Ottenere dal padrone di casa uno sconto tra il 10 e il 20% sul canone d’affitto. E approfittare, senza nemmeno dover impazzire in estenuanti trattative, dell’abbassamento dei prezzi rispetto al passato e delle nuove dinamiche del settore immobiliare. Detto così può sembrare un sogno. Invece, grazie alle decine di migliaia di alloggi sfitti a Milano e alla diminuzione dei canoni registrata negli ultimi cinque anni, per molti inquilini rappresenta una possibilità concreta.

Merito delle oltre 35 mila unità immobiliari sfitte presenti in città, che offrono a chiunque abbia intenzione di cambiare casa una vasta scelta per quanto riguarda caratteristiche dell’immobile, zona fascia di prezzo dell’affitto. Merito dell’abbassamento degli affitti registrato a Milano dal 2010 a oggi.

Secondo i dati dell’Ufficio studi del Gruppo Tecnocasa negli ultimi 5 anni in città i canoni sono diminuiti tra i 5 e il 15%. Un calo che non ha risparmiato nemmeno il centro o le zone universitarie. Contrazioni consistenti hanno infatti riguardato Città Studi (-13,7%) e Bovisa (-6,3%), oltre al centro (-8,1%) e zona Vercelli (-11,7%). In calo anche tutte le altre zone, compresa quella della stazione Centrale-via Melchiorre Gioia, che ha comunque fatto registrare la performance meno negativa in città (-2,4%).

Condizioni che hanno posto le basi perché anche su fronte degli affitti possa accadere quanto capitato su quello dei mutui con la surroga, cioè il trasferimento in un’altra banca che offre condizioni più vantaggiose rispetto a quelle pattuite con la propria, e la rinegoziazione dei tassi e della durata.

«Spesso i vecchi contratti di locazione firmati prima del 2010 hanno una sopravvalutazione dei canoni intorno al 20%», spiega Emanuele Barbera, presidente del gruppo milanese Sarpi Immobiliare, il primo a lanciare il servizio di rinegoziazione dell’affitto (per info: www.rinegoziaaffitto.it) fondato sull’analisi del mercato delle locazioni nelle varie zone della città e il confronto tra i canoni pagati dai clienti e quelli chiesti dal mercato.

«Come società immobiliare siamo in grado di svolgere un’analisi accurata del territorio», spiega Barbera. «Dopo aver raccolta le informazioni dell’immobile il cui affitto è da rinegoziare in una scheda tecnica che considera metratura, anno di costruzione, stato di usura e valore del canone attuale, cerchiamo nella stessa zona soluzioni alternative che possano in primis fungere da stimolo per i proprietari degli immobili, e quindi incentivarli a rinegoziare e, in seconda battuta, rappresentare proposte più convenienti sul mercato».

Il risultato è che nella quasi totalità dei casi il proprietario è disposto a rinegoziare il canone piuttosto che veder andar via un inquilino che ha sempre pagato. «Il nostro servizio, che è partito con gli immobili commerciali per poi proseguire con gli studi professionali e che, da poco, a Milano si è allargato alle abitazioni private con canone annuo minimo di 25 mila euro, viene infatti fornito solo a inquilini in regola con il pagamento dell’affitto», sottolinea Barbera.

Impossibile, in caso contrario, pensare di mandare avanti un business nel quale il pagamento viene riconosciuto alla società solo se il contratto viene rinegoziato. «Ci occupiamo sia delle negoziazione sia del rinnovo del contratto», conclude il presidente, «e in cambio prendiamo il 20% sullo sconto che facciamo ottenere calcolato sulla base del primo anno».

di Dino Bondivalli

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