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Nuove regole

Decreto Milleproroghe, cosa cambia per gli sfratti, Equitalia, le partite iva e i giudici di pace

Decreto Milleproroghe, cosa cambia per gli sfratti, Equitalia, le partite iva e i giudici di pace

Il governo Renzi sta per mettere una pezza al pasticcio del decreto Milleproroghe che rischiava di prendere a schiaffi, tra gli altri, i titolari più giovani delle partite iva, gli inquilini sotto sfratto e chi stava provando a uscire indenne dalla trattativa di rateizzazione di una cartella Equitalia. Il decreto è stato licenziato in commissione e arrivato alla Camera in una versione profondamente rivista sulla quale sarà posta la fiducia.

Partite iva - Tra gli under 35 si era scatenato il panico per l'aumento dell'aliquota per il regime dei minimi dal 5 al 15% a partire dal 2015. Sarà stato per questo che nel dicembre 2014 si è registrato un aumento del 200% di nuovi "liberi professionisti". Con l'approvazione del Milleproroghe chi guadagnerà fino a 30 mila euro potrà scegliere per l'anno in corso se usufruire del nuovo regime dei mimini (aliquota forfettaria al 15% senza limiti di età), oppure se optare per il vecchio regime al 5%, sempre per 5 anni o comunque al raggiungimento del 35mo compleanno. L'aliquota contributiva Inps per la partite iva è bloccato al 27.72%.

Giudici di Pace - Gli enti locali potranno chiedere la riapertura degli uffici dei Giudici di Pace, 500 finora chiusi per il riordino degli uffici giudiziari. Le associazioni di categoria prevedono la riapertura di circa 250 uffici.

Equitalia - Boccata di ossigeno per chi ha pendenze con Equitalia e quindi con il Fisco. A fronte di una cartella decaduta entro la fine del 2014 è possibile richiedere la rateizzazione entro il 31 luglio 2015. Non ci devono essere azioni esecutive per chi sta accedendo a un nuovo piano di rate.

Sfratti - Il Milleproroghe prevede una proroga fino a quattro mesi che il giudice può concedere, disponendo la "sospensione dell'esecuzione dello sfratto", a chi deve trasferirsi in una nuova casa con un'ingiunzione pendente. Il conteggio dei 120 giorni dovrà partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione.

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