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In 10 anni la Turchia scala i cieli e Istanbul è la regina degli scali

In 10 anni la Turchia scala i cieli e Istanbul è la regina degli scali

La sfida ai grandi hub europei è lanciata: con 56.954.790 passeggeri transitati nel 2014 (dati Airport Council International), Istanbul Ataturk ha soppiantato Amsterdam Schipol al quarto posto tra gli aeroporti più trafficati d’Europa. E con una crescita che negli ultimi dieci anni è sempre stata superiore al 10% annuo (11,1% l’anno scorso) per il 2015 ha già nel mirino Francoforte. Il principale scalo turco è, insieme ai tre del Golfo (Dubai, Doha e Abu Dhabi) la pagina più nuova della storia dell’aviazione commerciale. Solo dieci anni fa, nel 2004, Ataturk era un modernissimo (il terminal internazionale risale al 2000) ma placido scalo regionale che viveva soprattutto sul traffico degli emigrati turchi in Germania e su quello domestico legato alle dimensioni del Paese e alle sue scarse infrastrutture viabilistiche e ferroviarie. Quell’anno i passeggeri sbarcati o decollati furono 15.600.601: nel decennio successivo sono quasi quadruplicati.

Traino del boom è stata Turkish Airlines. Nota fino agli anni Novanta per i frequenti ritardi, gli aerei-carretta e lo scarso servizio di bordo, la compagnia di bandiera turca è oggi la prima al mondo per numero di nazioni e aeroporti internazionali raggiunti, con un network di 261 destinazioni in 108 Paesi del mondo. Sui voli a lungo raggio offre poltrone letto in classe business, dove i passeggeri sono “coccolati” durante i pasti da uno chef di bordo; una “comfort class” con ampi sedili e menù dedicati; e una economy con schermi individuali per film e tv sia sui voli a lungo che su quelli a medio raggio. Una qualità che nel 2014 le ha fatto guadagnare il titolo di “Migliore compagnia d’Europa” per il quarto anno consecutivo da parte della prestigiosa società di ricerca britannica Skytrax. Se nel 2004 la flotta si componeva di 73 aerei, oggi Turkish è un “mostro” con 261 tra Boeing e Airbus che lo scorso anno hanno fatto viaggiare 54,7 milioni di persone con una crescita del 13,3% sul 2013. Nei primi 9 mesi del 2014 il fatturato è aumentato del 33%, toccando i 18,4 miliardi di lire turche (6,6 miliardi di euro) e l’utile netto si è attestato a 1 miliardo 545 milioni (556 milioni di euro), con una crescita dell’87% rispetto allo stesso periodo del 2013.

Per l’anno in corso è previsto l’arrivo di altri 32 aerei, con nuove destinazioni internazionali tra cui San Francisco, Manila, Taipei e i passeggeri totali dovrebbero salire a quota 63 milioni. Una nuova destinazione sarà anche Bari, che andrà ad aggiungersi dal 28 aprile alle altre nove già servite in Italia: Roma, Milano, Napoli, Bologna, Pisa, Venezia, Genova, Torino e Catania. Aeroporti dai quali nel 2014 sono volati per e da Istanbul 1,4 milioni di passeggeri.

I fattori di questa crescita travolgente sono fondamentalmente tre: l’andamento contro-congiunturale dell’economia turca, il cui Pil è cresciuto tra il 2001 e il 2013 da 196 a 820 miliardi di dollari; il basso costo del lavoro (intorno al 20% dei costi totali) che permette a Turkish di offrire ai passeggeri biglietti a tariffe più basse rispetto a quelle sia dei concorrenti europei sia di quelli del Golfo (Emirates, Etihad, Qatar Airways); la posizione dell’hub di Istanbul, vero e proprio ponte (come Costantinopoli lo è stata per secoli) tra Ovest (America ed Europa) ed Est (Medio Oriente e Asia). Per i viaggiatori americani o europei diretti in Medio Oriente o in Africa, l’hub turco è meglio posizionato di quelli del Golfo, che obbligano poi a tornare indietro (con un’aggiunta di ore di volo) per arrivare a destinazione. E lo stesso vale, all’inverso, per i viaggiatori africani e mediorientali.

Negli ultimi 15 anni il gestore aeroportuale TAV ha investito in continuazione per adeguare terminal e parcheggi di Ataturk alla mole crescente di traffico. L’ultimo intervento, da 75 milioni di euro, darà l’anno prossimo allo scalo 17mila mq di superficie e otto pontili di imbarco in più. Ma il problema è fuori, sulle piste. In certi orari persino riuscire a parcheggiare gli aerei può essere un rompicapo. E Ataturk, circondato su tre lati dalla città e sul quarto dal mare, non può crescere più di così. Per questo, il futuro è altrove: sul lato opposto della città, vicino alle coste del mar Nero, sorgerà quello che è destinato a essere, una volta ultimato, uno dei più grandi aeroporti del mondo: un progetto da 7 miliardi di euro per quattro terminal, sei piste e una capacità di 150 milioni di passeggeri l’anno. I lavori sono già iniziati e una prima apertura è prevista per il 2019.

I PRIMI DIECI SCALI EUROPEI PER PASSEGGERI NEL 2014 (% CRESCITA SUL 2013)

1) LONDON HEATHROW 73.371.195 (+1,4%)
2) PARIS CHARLES DE GAULLE 68.813.756 (+2,8%)
3) FRANKFURT MAIN 59.566.131 (+2,6%)
4) ISTANBUL ATATURK 56.954.790 (+11,1%)
5) AMSTERDAM SCHIPOL 54.978.023 (+4,6%)
6) MADRID BARAJAS 41.833.374 (+5,3%)
7) MUNICH FRANZ JOSEF STRAUSS 39.700.515 (+2,7%)
8) ROME FIUMICINO 38.506.908 (+6,5%)
9) LONDON GATWICK 38.094.885 (+7,5%)
10) BARCELONA EL PRAT 37.559.044 (+6,7%)

di Matteo Legnani

 

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Commenti all'articolo

  • marari

    19 Febbraio 2015 - 00:12

    La regina dei cieli perché è diventata la rotta obbligata di tutti gli jihadisti che vogliono andare in Siria ed Irak. Gioco facile.

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