Cerca

La riforma del lavoro

Job Act di Renzi: licenziati i collaboratori a progetto

Job Act di Renzi:  licenziati i collaboratori a progetto

Dopo dieci anni e tantissimi contratti, spariscono i cocopro. Il governo intende bloccare l’utilizzo dei contratti di collaborazione a progetto. Quelli nuovi, dunque, dovrebbero entrare in stand by in attesa che l’esecutivo ridefinisca  la tipologia contrattuale per evitare forme improprie di utilizzo. Lo  spiega al termine dell’incontro con le parti sociali il ministro del Lavoro Giuliano Poletti.Per quanto riguarda quelli attualmente in essere invece, spiega ancora Poletti "occorrerà trovare una modalità di gestione transitoria". Su quelli vecchi che il governo intende bloccare il ministero è al lavoro per ridefinire la tipologia contrattuale. Una modifica che il governo intenderebbe attuare "senza creare una nuova forma contrattuale" riformando piuttosto il vecchio contratto di collaborazione a progetto "per chiarire meglio i confini tra lavoro subordinato e lavoro autonomo". Una partita molto delicata", commenta ancora Poletti che ribadisce come "tirare una riga su questo contratto è molto complicato". Sui cococo, invece, l’esecutivo procederà  valutando "ogni specificità, sia per quelli pubblici che per quelli privati".

I sindacati - I due decreti già presentati dal governo, così come quelli annunciati, "confermano la cancellazione di diritti e il non contrasto alla precarietà, come reso evidente dall’estensione
della indennità di disoccupazione solo per le collaborazioni alla  penalizzazione delle partite Iva, in particolare quelle "più povere". È quanto si evidenzia nel documento a conclusione del comitato direttivo della Cgil. "Dimensione, quantità e copertura degli ammortizzatori - in presenza di processi di riduzione dell’apparato produttivo e di ristrutturazione - sono inoltre fonte di grande preoccupazione, a partire dal non rifinanziamento dei contratti di solidarietà, la riduzione della deroga, la riduzione della Cig e le incertezze sul nuovo decreto", si aggiunge.
Legalità e sistema degli appalti, ammortizzatori e difesa del lavoro "sono le parole d’ordine sulle quali la Cgil si impegnerà a verificare la disponibilità di Cisl e Uil ad avviare iniziative unitarie di
mobilitazione". Le categorie più colpite dall'abolizione dei contratti atipici, sarebbero gli albergatori e le società di call center. I primi hanno alle dipendenze circa 320mila lavoratori che rientrano fra quelli interessati dal terzo decreto del Job Acr. I secondi sono circa 35mila. In bilico anche i 20mila collaboratori impiegati nelle società che svolgono ricerche di mercato e i 12mila legati alle società di recupero credito. A rischio disoccupazione circa 400mila persone. Su preannunciano scioperi e mobilitazioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • allianz

    19 Febbraio 2015 - 22:10

    Credo che tra parlaredi PIL e parlare di PIRlate come fa il venditore di pentole,la differenza sia notevole.E meno male che si affannano a dire che siamo usciti dalla crisi.Ma vaff.***lo

    Report

    Rispondi

  • alvit

    19 Febbraio 2015 - 14:02

    questo ha il coraggio di parlare e intanto le sue coop intascano fior di milioni che passano in nero al prtito dei ladruncoli, vedi il suo amico buzzi. Questo è veramente uno che ha la faccia come il @@@@ e che ha sfruttato dipendenti e immigrati tutti i giorni della sua vita, arricchendosi alle nostre spalle. Ricordatevi che non hanno mai lavorato se non per arraffare.

    Report

    Rispondi

  • arwen

    19 Febbraio 2015 - 10:10

    Quella che Renzi vorrebbe far passare per "ripresa" è invece una semplice congiuntura fortunata sulla cui durata nn c'è da scommettere, specialmente in presenza di tempi di guerra. La crescita zero salutata come un successo! Ma nn era Matteo che, criticando Letta, diceva che nn si poteva andare avanti a zerovirgola? E il Jobs act? Ne verdemo delle belle....purtroppo!

    Report

    Rispondi

  • gregio52

    19 Febbraio 2015 - 09:09

    Bravo "Pinocchio" sei riuscito a peggiorare ancor di più una situazione disastrosa trasformandola in catastrofica. Vorrei proprio conoscere quel 40%, da statistiche comparate, di "coglioni" che credono nelle tue panzane. Quando questo Governo illegittimo cadrà sicuramente qualcuno verrà a riscuotere il mal tolto da te e dalla tua "banda"

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog