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Finmeccanica vende ai giapponesi di Hitachi i Frecciarossa e la Ansaldo Sta per 1,7 miliardi di euro

Finmeccanica vende ai giapponesi di Hitachi i Frecciarossa e la Ansaldo Sta per 1,7 miliardi di euro

Il colosso giapponese da 70 miliardi di euro Hitachi si è comprato i Frecciarossa e si prepara a diventare il quarto produttore mondiale di treni, dopo Bombardier, Alstom e Siemens. Si è concluso un dossier durato quattro anni, superando anche la concorrenza cinese della Insigma, ma alla fine la divisione europea della conglomerata nipponica si è aggiudicata il 100% della Ansaldo Breda, che produce treni ad alta velocità e i convogli per la metropolitana senza conducente. Un affare da 36 milioni di euro al quale si aggiunge un altro colpo di mercato, con un'offerta pubblica di acquisto di azioni sul mercato da parte delle Hitachi Rail Europe per il 40% della Ansaldo Sts, specializzata nel segnalamento ferroviario, del valore di 773 milioni di euro.

Ridimensionamenti - Gongola Pier Carlo Padoan, ministro del Tesoro e azionista di riferimento di Finmeccanica. Con lui l'amministratore delegato Mauro Moretti che ha insistito per tenere i due rami dell'azienda uniti nella trattativa con i giapponesi e ha così alleggerito il debito della capogruppo Finmeccanica di 600 milioni. Gongolano un po' meno i sindacati che temono ridimensionamenti per i 3500 dipendenti che le due società si portano in dote: 2mila per la Ansaldo Breda, con gli impianti a Pistoia, Reggio Calabria e Napoli, e i 1500 dell'Ansaldo Sts, che ha i capannoni a Genova, Torino, Napoli e Potenza. La divisione europea della Hitachi ha la metà dei dipendenti, se i giapponesi vorranno alleggerire la struttura si scoprirà con il piano industriale che presenteranno al ministrero dello Sviluppo. Di certo non c'è nulla nero su bianco, ma Moretti si è voluto sbilanciare dicendo che non c'è: "nessun rischio per l'occupazione".

Penale - Più che i dubbi sull'occupazione, ai giapponesi preoccupano le classiche situazioni italiane con l'Ansaldo Breda in ritardo per la consegna dei primi prototipi di Etr 1000, i treni ad alta velocità commissionati da Trenitalia. Se venisse sforata la data di consegna, scatterebbe una penale. Un colpo che sarebbe attutito dai 700 pendolini Intercity chiesti ad Hitachi dal dipartimento dei trasporti britannico, una commissione che coinvolgerebbe lo stabilimento di Pistoia.

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Commenti all'articolo

  • allianz

    02 Marzo 2015 - 13:01

    nessun rischio per l'occupazione..Dice lui.A mio parere quando si fanno queste vendite dopo pochi mesi saltano fuori gli esuberi.Ne lasceranno a casa almeno il 40%.

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  • allianz

    27 Febbraio 2015 - 19:07

    Che succede adesso?Nulla.faranno come quando vendettero all'Alstom la Asea Brown Boveri.I fuoriusciti di quella società,ossia ingegneri sostituiti dai francesi e maestranze ad altissima specializzazione si sono fatti una società di ingegneria nel settore turbine e gli stanno facendo concorrenza.A basso costo.

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  • seve

    26 Febbraio 2015 - 11:11

    La Camarilla finanziaria Europea che tiene in gabbia l'Italia ha incominciato la sistematica spogliazione del paese . Incomincia la fase 2 , non ci sarà mai un soldo pe la ripresa e anello dopo anello venduto persopravvivere male finiremo con le palle nella neve. I venduti ci stanno vendendo .

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  • esasperata49

    26 Febbraio 2015 - 11:11

    Questo ai giapponesi, il trenino preso dal Presidente della repubblica italiana ai francesi, l'alitalia agli arabi, ma a noi cosa resta ? i clandestini, i rom ed un governo che ci spenna. nel cambio noi cittadini ci perdiamo sempre.

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