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Tfr, da oggi in busta paga ma pochi lo vogliono

Tfr, da oggi in busta paga ma pochi lo vogliono

Da oggi i lavoratori dipendenti dal settore privato, che lo vorranno, potranno ricevere in busta paga la quota di del trattamento di fine rapporto maturata. Con più soldi sui conti del lavoratori il governo Renzi cerca di rilanciare i consumi anche se finora, riporta il Giorno, secondo un sondaggio Confesercenti e Swg, a oggi lo hanno richiesto solo sei dipendenti su 100 mentre l'11 per cento lo farà entro la fine del 2015. Insomma, la grande maggioranza (83%) dei 12 milioni di dipendenti ha intenzione di non sfruttare questa possibilità lasciando dunque il Tfr all'azienda presso la quale lavora. E la motivazione è che questa novità ha molti contro, in primis rendere davvero misera la liquidazione. Inoltre, il Tfr, sarà tassato con aliquota ordinaria e non ridotta, come avviene invece in caso di incasso alla fine del rapporto di lavoro. 

Come aderire - I lavoratori, con una anzianità minima di servizio di sei mesi, dovranno compilare un modulo apposito. C'è tempo per fare questa scelta fino al fino al 30 giugno 2018, ma una volta questa decisione non si non potrà tornare indietro, almeno fino alla fine della sperimentazione, fissata appunto a giugno 2018. Ovviamente, le future quote di Tfr non verranno più accantonate ai fini della liquidazione o non verranno più destinate al finanziamento del fondo pensione per chi vi aderisce.

Tempi - Una volta consegnato il modulo al datore di lavoro, il Tfr in busta paga sarà liquidato a partire dal mese successivo a quello della richiesta nelle aziende con più di 50 dipendenti e tre mesi dopo in quelle con meno di 50 dipendenti. Sono esclusi dall'operazione i lavoratori dipendenti domestici, i dipendenti del settore agricolo, di aziende sotto procedure concorsuali e fallimentari o di ristrutturazione dei debiti. Esclusi anche i dipendenti in servizio in unità produttive sotto cassa integrazione straordinaria.

Tassazione - La Qu.I.R sarà tassata secondo le aliquote ordinarie Irpef. Per questo, rispetto al regime fiscale agevolato del Tfr, l’operazione risulterà sconveniente per i redditi medio-alti. Secondo il Caf Acli già per redditi superiori a 28 mila euro la tassazione sarebbe penalizzante. Il Tfr in busta paga, inoltre, inciderà sulle detrazioni per lavoro dipendente o familiari a carico, ma le stesse quote di Tfr non verranno considerate nel computo del reddito complessivo per la concessione del bonus da 80 euro, né ai fini dell’imponibile previdenziale. Sono insomma diversi gli aspetti da valutare prima di un’eventuale adesione.

 

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    01 Marzo 2015 - 20:08

    Se il TFR è mensile (in busta paga) si sa esattamente quale è la paga. Ma il magro 6 % che ha scelto questa via è solo per rimpinzare il magro salario o stipendio. All'atto del pensionamento (con la pensione che si prepara...) sarebbe opportuna una piccola somma d fin di carriera di essere umano

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  • ohmohm

    ohmohm

    01 Marzo 2015 - 13:01

    io lascio il mio TFR in azienda...quando avrò la fortuna , alla faccia della Fornero, di andare in pensione, avrò un gruzzolo per sistemare i miei figli e per togliermi qualche sfizio...non ho certo intenzione di pagare le cazzate fatte di governi precedenti e soprattutto quest'ultimo con il mio TFR...un cifra mensile che sembra una elemosina...renzi ..oramai tutti hanno capito da che parte stai!

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  • sempre-CDX

    01 Marzo 2015 - 11:11

    Secondo me, oltre al discorso della tassazione, per un dipendente del settore PRIVATO non è semplice in una situazione di crisi economica decidere di aggravare le imprese di ulteriore esborso per la quota del TFR. Vero è però che per le piccole imprese c'è il rischio di non raccogliere nulla in caso di default, o sbaglio ?

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    • imahfu

      01 Marzo 2015 - 20:08

      sempre... Sbagli, le piccole imprese sono qauelle che durano meno Quindi chi non prende tutto e subuito rischia il default ma dellepiccole imprese. Forse volevi dire la stessa cosa e si è prodotto un cambio di soggetto.

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    • ohmohm

      ohmohm

      01 Marzo 2015 - 13:01

      Guardi che le aziende non sborsano nulla. L'accordo, fatto per chi non lo sapesse tra il sig. Sergio e il fantoccio Matteo, fa si che l'anticipo mensile in busta paga del TFR lo fanno le banche poi le aziende concorderanno come restituire tale cifre quando l'anzizno andrà in pensione...indovinate un pò chi ci guadagna in questo caso! Lo stato che incassa la tassazione e l'azienda che non sborsa...

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