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I conti tornano

Quantitative easing, mutui leggeri e interessi in calo: così gli italiani risparmieranno

Quantitative easing, mutui leggeri e interessi in calo: così gli italiani risparmieranno

I risparmi per le casse dello Stato derivanti dal qualtitative easing della Bce saranno rilevanti, circa 5 miliardi all’anno. Il fatto di avere un acquirente certo per il proprio debito, schiaccia infatti il tasso di interesse che il Tesoro dovrà pagare per le prossime emissioni di titoli.
Solo fino a qualche settimana fa, con lo spread tra i Btp decennali e gli omologhi tedeschi - i più virtuosi d’Europa e quindi il punto di riferimento per tutti - che aveva appena superato verso il basso l’asticella dei cento punti base, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan gongolava per i risparmi in conto interessi che potevano toccare i 2 miliardi di euro nel 2015.

Ma l’ottimismo, seppure cauto, della Bce ha portato gli esperti a stracciare le precedenti previsioni e a farne di nuove: la spesa per il servizio del debito sarà tra 67,9 e 69,8 miliardi, tra i quattro e i sei miliardi in meno rispetto ai 74,3 miliardi preventivati dal Tesoro. Manna dal cielo. I benefici per lo Stato saranno enormi e c’è già chi chiede, come Unimpresa, che vengano girati pari pari a imprese e privati tagliando il carico fiscale.

Ma quanto durerà questo stato di euforia? Non a lungo, visto che al termine del piano di quantitative easing, settembre 2016, l’inflazione prevista dovrebbe attestarsi intorno all’1,5% contro lo zero, o meno, attuale e visto che la Federal Reserve Usa dovrebbe iniziare il suo processo di rialzo dei tassi. E anche se Draghi ha detto più volte che i tassi di interesse rimarranno bassi per molto tempo, non è certo scritto sulla pietra che rimarranno rasoterra. È bene però godersi il momento.

I benefici derivanti dal Qe non si fermano certo allo Stato. Anche i privati avranno la propria rivincita, in particolare chi negli anni scorsi è indebitato per acquistare casa. Le banche avranno a disposizione una buona quantità di denaro aggiuntivo che aumenterà ulteriormente se andrà in porto il progetto della “Bad bank” a cui girare, a prezzi da super-saldo, i debiti incagliati o in sofferenza che hanno nei bilanci e che impediscono, anche per le regole sempre più rigide volute dall’Europa, una corretta circolazione del denaro. I tassi di interesse sui nuovi mutui ipotecari, già in costante calo negli ultimi mesi, dovrebbero subire un’ulteriore contrazione.

Grazie alla surroga del mutuo, è possibile estinguere il vecchio prestito più caro per accenderne uno più conveniente. Secondo i calcoli effettuati da Mutuionline, la surroga potrebbe portare a liberare risorse per 30-40 miliardi. Nel 2002 un mutuo a tasso fisso su un importo di 120 mila euro poteva costare il 6,45% all’anno di interessi, tasso che scendeva al 4,8% nel 2013 e che oggi in media supera ancora il 3,5% (a volte abbondantemente).

Naturalmente i risparmi, e non pochi, ci saranno anche nel caso di apertura di nuovi mutui. E se a questo si aggiunge che i prezzi degli immobili impiegheranno un po’ di tempo prima di mettere a segno rimbalzi consistenti - con alcune eccezioni derivanti da eventi straordinari come l’Expo a Milano - c’è un’alta probabilità di mettere a segno buoni affari: comprare casa a prezzi bassi e con costi finanziari minimi.

Costi finanziari che scenderanno anche per altri tipi di prestiti, come i crediti personali o al consumo e questo agevolerà l’acquisto da parte delle famiglie di beni e servizi grazie alla riduzione dei costi sull’approvvigionamento del denaro. Costeranno meno le vacanze pagate con i prestiti delle banche e con le carte di credito revolving. In quest’ultimo caso il taglio dei costi potrebbe essere rilevante visto che in genere i tassi di interesse per le carte “a rate” sono spesso salatissimi (persino superiori al 20% per importi fino a 5 mila euro).

di Antonio Spampinato

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