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Finanziamenti, via libera al prestito vitalizio: la casa diventa un Bancomat

Finanziamenti, via libera al prestito vitalizio: la casa diventa un Bancomat

Gli ultrasessantenti da ieri hanno un’opportunità in più per mettersi in tasca un po’ di quattrini (ma non a costo zero). Soldi da spendere, in modo da affrontare con maggiore serenità economica la vecchiaia. Una sorta di pensione integrativa che potrà essere ottenuta ipotecando una fetta della casa di proprietà. Attenzione: non si tratta di un regalo. Si chiama prestito ipotecario vitalizio ed è uno strumento introdotto con una norma approvata definitivamente ieri dal Senato che consente, in buona sostanza, di convertire parte del valore di un immobile in liquidità per far fronte a esigenze di consumo.

Il meccanismo lo ha illustrato Mauro Maria Marino, presidente della commissione Finanze del Senato. Viene di fatto trasformato «il prestito vitalizio ipotecario in una forma di finanziamento alternativa, a cui possono accedere tutti i cittadini di età superiore ai 60 anni e in possesso di un immobile». Questo credito speciale verrà erogato dalle banche come percentuale del valore dell’immobile ipotecato. L’ipoteca è una garanzia che non cancella il diritto di proprietà.

Il sistema è piuttosto semplice. Tuttavia bisogna valutare a fondo tutte le implicazioni e i rischi. La nuova legge consente alle parti (banca e cliente) di concordare le modalità di rimborso graduale di interessi e spese, senza che sia applicata la capitalizzazione annuale degli interessi. In questo caso, il soggetto finanziatore può invocare come causa di risoluzione del contratto il ritardato pagamento - cioè quello avvenuto tra il 30 e il 180 giorno dalla scadenza della rata - se verificatosi almeno sette volte, anche non consecutivamente. Qualora il soggetto non concordi le modalità di rimborso graduale, la legge prevede tre casi per il rimborso integrale, cioè in un’unica soluzione: in caso di decesso del cittadino che ha ricevuto il finanziamento; se la proprietà o altri diritti reali o di godimento sull’immobile vengono trasferiti anche solamente in parte; se si compiono atti tali da ridurre significativamente il valore dell’immobile, inclusa la costituzione di diritti reali di garanzia in favore di terzi capaci di gravare sullo stesso. Qualora, a distanza di 12 mesi dal verificarsi di una di queste condizioni, il finanziamento non venisse rimborsato, il finanziatore vende l’immobile al valore di mercato, valore che si decurta del 15% per ogni dodici mesi, sino al momento della vendita.

Le nuove regole sono state accolte positivamente dall’industria bancaria del Paese. L’Abi valuta «molta positivamente» l’ok di palazzo Madama e ha fatto sapere che il testo è, di fatto, il frutto di un’intesa con una decina di associazioni di consumatori. Secondo la Confindustria del credito il pacchetto «rappresenta un giusto equilibrio tra le esigenze di trasparenza, consapevolezza e di tutela dei consumatori e la necessità di creare un prodotto che sia economicamente e finanziariamente sostenibile dal mondo bancario».

Non c’è dubbio che il prestito con casa ipotecata sia una nuova opportunità. Resta qualche dubbio. A cominciare dagli effetti prodotti sul mercato immobiliare dove, gioco forza, confluirà una quota più o meno rilevante delle case date in garanzia. Aumenterà l’offerta di mattone in un periodo non particolarmente favorevole e qualche ripercussione negativa potrebbe esserci pure per le nuove costruzioni.

di Francesco De Dominicis
@DeDominicisF

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Commenti all'articolo

  • infobbdream@gmail.com

    infobbdream

    25 Agosto 2015 - 08:08

    l'ennesima truffa a favore delle banche, con due spiccioli accontentano il vecchio che si compra le pastiglie e si prendono la casa, visto che quando il figli andrànno a reclamarla per successione sarà ipotecata dalla banca per un valore doppio di mercato, insomma gli converrà lasciarla alla banca che la venda al 50% del valore di mercato e ricomperarla all'asta. costerà meno o meno della metà.

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  • Oscar1954

    25 Marzo 2015 - 16:04

    Solo un governo e un parlamento, composto da ladri, disonesti, farabutti e mafiosi, poteva legiferare una simile fergatura a sfavore dei poveri pensionati. Ma questi comunisti di merda non sono quelli che dichiarano di essere i difensori del Popolo debole. COMUNISTI SIETE DEI BASTARDI, INFAMI e SENZA DIGNITA'

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    • Delta7

      06 Aprile 2015 - 14:02

      Sono d'accordo sul giudizio sui comunisti, ma assolutamente in disaccordo sul giudizio sulla legge che reputo ottima. Si rende conto che uno a 60 anni può ricavare pochissimo dalla vendita della nuda proprietà che comunque aliena di fatto l'immobile a terzi definitivamente ? Si rende conto che, con la pensione spostata in avanti, uno potrebbe ridursi a doversi mangiare i mattoni ?

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    • imahfu

      26 Marzo 2015 - 09:09

      OSCAAR 1954 Finalmente hai capito chi sono quelli di FI. Non tutti, ovviamente Leggiti la lista dei condannati, degli allontanati e di quelli in attesa dfi processo...peersino il fondatore....

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  • allianz

    23 Marzo 2015 - 05:05

    Manca la definizione,totano 54 di stato COMUNISTA.Siamo o no in un regime comunista?

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  • totano54

    22 Marzo 2015 - 21:09

    Dopo "stato ladro" e "stato mafioso" adesso anche "stato usuraio"

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