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Il 730 precompilato rischia di saltare

Il 730 precompilato rischia di saltare

L’operazione «730 a casa» rischia davvero di trasformarsi in uno dei più clamorosi flop del governo italiano. Non solo per la macchinosità dell’operazione (Bruno Vespa l’ha ribattezzata la «dichiarazione pre-complicata» invece di «pre-compilata»), ma anche perchè ai contribuenti il pasticcio in corso rischia di costare molto più degli altri anni, tanto che in questo momento gran parte degli esperti consigliano a tutti di ignorare la propaganda dell’esecutivo e presentare la propria dichiarazione dei redditi come è avvenuto fino all’anno scorso, utilizzando i Caf, i commercialisti o gli intermediari soliti. L’ultima grana esplosa infatti rischia di mandare gambe all’aria l’intera operazione: è quella della responsabilità fiscale degli intermediari che dovranno mettere il visto di conformità anche al semplice 730 trasmesso dall’Agenzia delle entrate. Questo particolare era stato segnalato proprio da Libero fin dalla prima versione del decreto legislativo del governo di Matteo Renzi.

Commercialisti e Caf potrebbero essere perseguiti dall’Agenzia delle Entrate per dati fiscali non corretti che non hanno inserito loro in dichiarazione, ma la stessa agenzia delle Entrate. Se quei dati sono sbagliati, sanzioni, interessi di mora e perfino le eventuali maggiori tasse che ne dovessero derivare non verrebbero più pagati dai contribuenti (che hanno goduto del reddito non inserito in quella dichiarazione), ma dai commercialisti, dai Caf o dagli intermediari che prestano la loro opera per ritrasmettere all’Agenzia delle Entrate quella stessa dichiarazione dei redditi pre-compilata. Un assurdo, che segnalato da Libero convinse anche le commissioni parlamentari di merito che sia al Senato che alla Camera dei deputati chiesero di modificare la norma al governo. Con quel parere si pensava che le cose fossero tornate a posto. Per Renzi però il parlamento è solo un fastidioso ronzìo che disturba le decisioni dell’esecutivo. Se dalle aule di Camera e Senato arriva una richiesta, lui fa l’esatto opposto, pensando che si tratti di trabocchetti orditi dai soliti gufi. Così quella responsabilità degli intermediari è restata, e rischia di affossare l’intera operazione (che ha fatto non poco per affossarsi da sé). Gli intermediari sono andati infatti dalla Agenzia delle Entrate spiegando: «Se volete che noi accettiamo questo rischio, bisogna che costringiate le compagnie italiane a studiare una assicurazione ad hoc per proteggerci dai rischi che ne derivano». L'Agenzia delle Entrate ha detto subito di sì. Ma quella polizza non è al momento uscita dal cilindro delle compagnie italiane.

Commercialisti e intermediari sono stati così costretti o a rivolgersi a compagnie estere che già avevano un prodotto simile, o ad allargare i massimali della polizza assicurativa che già avevano. Risultato: costi triplicati che naturalmente verranno riversati sui clienti, i contribuenti, a cui costerà assai più cara del solito quella dichiarazione pre-complicata che Renzi ha venduto loro come un piazzista. Solo ora il premier ha capito l’effetto flop di una operazione gestita come peggio non si sarebbe potuto. E ha trovato la soluzione: una renzata, sfoderata con la solita nonchalance martedì in conferenza stampa sul Def a palazzo Chigi: «Quella non è la nostra dichiarazione pre-compilata, prendetela come un numero zero». Come sempre nessuno gli ha obiettato nulla: il «730 a casa» che a casa non arriva è una invenzione del governo Renzi, mai nemmeno pensata prima. Il premier ha addirittura fatto i complimenti al telefono davanti a tutti i ministri al dirigente del ministro dell’Economia che l’aveva messa a punto, e ora dice «Non è nostra». E di chi altro dovrebbe essere?

Fatto sta che proprio a poche ore dall’apertura dei cassetti fiscali dove è contenuto quel 730 pre-complicato, il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, riconosce con sincerità il clamoroso errore compiuto: «La scelta di addossare a commercialisti e Caf la responsabilità per le sanzioni e addirittura per l’imposta è stato un errore. L’ho detto a suo tempo nelle sedi opportune, lo ribadisco oggi con convinzione doppia. E va detto con onestà che le commissioni parlamentari avevano sottolineato il punto». I commercialisti hanno ringraziato attraverso il loro presidente nazionale, Gerardo Longobardi, ma aspettano che il governo sia conseguente: «Ora il nostro auspicio è che queste dichiarazioni abbiano un seguito e che l’intera normativa sulla responsabilità dei commercialisti e dei Caf legate al 730 possa essere rivista quanto prima». Per i contribuenti ancora più incertezza: così come stanno le cose, possono usare il «730 pre-compilato» presentandolo da solo e pagando gli errori, o agli intermediari e pagare un conto salatissimo. La cosa migliore è ignorare tutto e fare quello che sempre si è fatto non aprendo nemmeno per sbaglio quel cassetto fiscale che contiene la «pre-complicata»

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • ohmohm

    ohmohm

    12 Aprile 2015 - 14:02

    Il 730 precompilato non mi è ancora arrivato a casa , come mai?

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  • ohmohm

    ohmohm

    12 Aprile 2015 - 14:02

    Il trucco di obbligare a chiedere il PIN all agenzia delle entrate HA FUNZIONATO...Bravo Renzi così ha raggiunto un alro obiettivo raggirando la buona fede degli italiani ...almeno quel milione che ha abboccato alle tue panzane...Renzi sempre più servo dei poteri forti ... e pensare che non faccio parte dei centri sociali!

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  • ohmohm

    ohmohm

    12 Aprile 2015 - 13:01

    Immaginatevi che vi governa ha quell'espressione! Siete convinti di essere la sicuro?

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  • Grillo59

    11 Aprile 2015 - 19:07

    Non si puo' denunciare un piazzista che non sa fare neanche il suo mestiere? Legge elettorale non esiste ancora, riduzione dei costi della politica manco se ne parla, come ridurre costi, stipendi, pensioni, F 35 CHE NON SERVONO A NULLA se non giocare a risiko, Marò abbandonati dal loro destino, come i terremotati e gli alluvionati. La gente ha bisogno di certezze: lavoro salvaguardando le imprese.

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