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Cartelle esattoriali

Equitalia, ecco come sapere se si devono dei soldi

Sul sito internet della società di riscossione è disponibile l'estratto conto online. Ma bisogna reperire nome utente e password dall'Inps o dall'Agenzia delle entrate

Equitalia, ecco come sapere se si devono dei soldi

Un mini-condono sulle cartelle di Equitalia. Che elimini aggi, sovrapprezzi, interessi. Perchè, spiega il Cav, nell'ultimo anno Equitalia, stimolata dalle politiche attuate dal governo, ha tenuto una linea che da molti italiani è stata percepita come un'aggressione. Decine di migliaia di italiani, se si considera che nel 2010 i soli "grandi debitori", cioè coloro che con Equitalia avevano "sospesi" superiori ai 500mila euro, erano 1.055. Ma come si fa a sapere se e quanti debiti si hanno con la società di riscossione? Occorre innazitutto avere un codice utente e una password, che si possono reperire sui siti internet dell'Agenzia delle entrate - www.agenziaentrate.gov.it - (per le persone fisiche e giuridiche) e dell'Inps - www.inps.it - (per le persone fisiche). Quindi, si va sulla pagina internet di Equitalia alla voce "servizi online", selezionando "verifica la tua situazione - estratto conto". Quindi, si seleziona "accedi al servizio" e a quel punto vanno inseriti il codice utente e la password ottenuti in precedenza dall'Agenzia delle entrate o dall'Inps. Per il pagamento, è prevista la rateizzazione automatica in 48 rate (ciascuna non inferiore a 100 euro) per tutte le somme dovute fino a 20mila euro. Per i debiti superiori a 20mila euro, invece, sarà equitalia a verificare la situazione economica del debitore per stabilire i criteri di rateizzazione. Solo grazie alle commissioni, nel 2010 Equitalia ha incassato 1,22 miliardi di euro.

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Commenti all'articolo

  • ren862

    06 Febbraio 2013 - 21:09

    Vorrei ricordare al Sciur Cavaliere, che proprio l' Equitalia e' stata una creatura del suo governo !! e la cartelle stratosferiche di cui parla non sono opera della stessa agenzia di iscossione nazionale ma frutto di uno scellerato regime sanzionatorio che di equo non ha proprio un bel nulla. Inoltre vorrei puntualizzare che L'Equitalia che e' stata messa in modo erroneo nei costi dello stato e' un ente privato a partecipazione statale ma di fatto una societa' privata , la quale non prende nemmeno l'indennita' di presidio come era nel passato, il suo " aggio" e' quello che permette alle centinaia di impiegati che vi lavorano di riportare lo stipendio a casa !! Sciur Cavaliere , si informi prima di sparare balle !!

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