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L'affondo

Pier Carlo Padoan contro Angela Merkel: "L'Ue sta sbagliando tutto, bilancio comune e integrazione fiscale contro la crisi dell'Eurozona"

Pier Carlo Padoan contro Angela Merkel: "L'Ue sta sbagliando tutto, bilancio comune e integrazione fiscale contro la crisi dell'Eurozona"

Più crescita, bilancio comune e un sistema di assicurazione contro la disoccupazione per rilanciare l'Eurozona e scongiurare il crac della moneta unica, che oggi coinvolge la Grecia e domani chissà. Il ministro dell'Economia italiano Pier Carlo Padoan sceglie Repubblica per stilare una sorta di "nuovo manifesto dell'Ue" che sa tanto di dichiarazione di guerra a Bruxelles e ad Angela Merkel. Almeno sulla carta, perché si sa che il governo Renzi è bravissimo a mettersi all'opposizione dei vertici Ue a parole e altrettanto bravo a nascondersi quando c'è da sbattere i pugni sul tavolo e fare la voce grossa per cambiare davvero le cose. 

Viva Draghi, abbasso Merkel - Nella sua lettera-editoriale al quotidiano diretto da Ezio Mauro, Padoan sembra in ogni caso mettere subito in chiaro che le poche cose che funzionano nell'Unione europea sono a firma del presidente della Bce Mario Draghi, a cominciare dal quantitative easing, mentre le parziali correzioni (vedasi Piano Juncker sulla flessibilità) migliorano gli errori del passato recente, difesi strenuamente dalla Germania. Il guaio è che tutto questo non basta, perché l'impatto duraturo della crisi sta minando la fiducia degli europei nell'Unione e nella moneta unica e ora, annota Padoan, "molti cittadini si sono convinti che questi problemi vadano risolti allentando l'integrazione e trincerandosi dietro i confini nazionali". Per questo il piano Juncker non basta. Si deve ripartire da una maggiore integrazione del mercato interno: "Ci sono margini per fare progressi verso un'unione del mercato dei capitali che faciliti l'accesso al credito delle PMI, per superare la segmentazione nazionale del mercato dell'energia, per promuovere le infrastrutture digitali e dare un impulso all'innovazione". 

"Integrazione fiscale e bilancio comune" - C'è poi il capitolo governance: "I processi di riforma strutturale a livello nazionale devono essere meglio coordinati perché possano avere ricadute positive anche sugli altri Paesi", i mercati del lavoro "vanno resi più flessibili ed efficaci così da facilitare l'aggiustamento dell'area monetaria" e, come detto, l'Ue ha bisogno di "un sistema europeo di assicurazione contro la disoccupazione ciclica, complementare alla realizzazione delle riforme. Nel medio termine, l'Eurozona "dovrebbe sviluppare una capacità di stabilizzazione degli choc asimmetrici. Per raggiungere questo risultato - avverte il ministro dell'Economia - è necessario un livello crescente di integrazione fiscale, basata su un bilancio comune, componente essenziale di qualsiasi unione monetaria. E' importante ribadire che un bilancio comune andrebbe disegnato in modo da evitare l'azzardo morale di singoli Stati e trasferimenti permanenti da uno Stato all'altro". Chissà cosa ne pensa la Merkel, e se Renzi ne ha già parlato con Angela. Probabilmente no, perché la parola chiave "condivisione dei rischi", ribadita da Padoan, è stata fino ad oggi fumo negli occhi per la Cancelliera, il suo braccio destro economico Wolfgang Schauble e pure i caporioni della Bundesbank.

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Commenti all'articolo

  • pino&pino

    11 Giugno 2015 - 15:03

    Anche oggi per i lettori di Libero spremute di merda. Contenti loro ....

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