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Crisi nera

Grecia, Standard and Poor's: "Tra dodici mesi il default"

Grecia, Standard and Poor's: "Tra dodici mesi il default"

Le divergenze fra le istituzioni e il governo di Atene restano troppo significative e un accordo è ancora lontano. Con questa motivazione, il gruppo di lavoro che conduce il negoziato tecnico per conto del Fondo monetario internazionale ha lasciato Bruxelles per rientrare a Washington. “Ci sono ancora grandi differenze in settori chiave e non ci sono stati progressi per colmare queste divergenze” ha affermato il portavoce del Fmi, Gerry Rice. Un accordo con il Fondo è necessario ad Alexis Tsipras per ottenere quei 7,2 miliardi di euro necessari per evitare il fallimento. La palla è quindi ora in campo greco, ma il risultato è decisamente in bilico. È come se gli ellenici, sotto di un goal alla finale dei Mondiali, si mettessero a far catenaccio. E la posta in gioco è molto più alta di un semplice trofeo di calcio; qui si rischia, a breve, il fallimento di uno Stato.

Il default – E'  arrivata infatti la doccia gelata dell’agenzia di rating Standard & Poor’s, che ha spento gli ardori dei mercati che avevano reagito bene alle voci secondo cui la Merkel si sarebbe ammorbidita sulla politica dell’austerità. S&P, infatti ha tagliato il rating della Grecia da CCC+ a CCC e, soprattutto, ha dato un ultimatum al Governo ellenico: “In assenza di un accordo con i creditori la Grecia probabilmente farà default sul debito commerciale entro 12 mesi”. Questa spada di Damocle si aggiunge quindi alla bocciatura del Fmi, e mette il fiato sul collo alle istituzioni europee che ora devono accelerare per trovare un accordo. Non è un caso infatti se l’Ue ha dato un ultimatum: si decida il 18 giugno. L’esecutivo greco, dal canto suo, assicura che è pronto ad accelerare il negoziato per arrivare a un’intesa “anche nelle prossime 24 ore”.

Accordi e disaccordi – I problemi da superare, tuttavia, non sono pochi. Tre quelli principali, la riforma del sistema pensionistico, le tasse e i finanziamenti alla spesa pubblica. Senza nuove proposte in questi settori non ci sarà un accordo, e la Grecia fallirà fra un anno. Una catastrofe economica che con buona probabilità non converrebbe a nessuno, e che scatenerebbe un effetto a catena il quale, secondo gli analisti, porterebbe a una nuova fase della crisi economica (che colpirebbe anche l'Italia) e metterebbe in discussione il futuro dell'euro. La Merkel questo lo sa, e forse non è un caso che siano uscite delle indiscrezioni secondo le quali la Germania sarebbe pronta a scendere a patti e a accontentarsi di una riforma su uno solo dei tre punti in questione. Ma c’è da vedere quanto l’ammorbidimento della cancelliera sia digeribile dai suoi colleghi di partito, che già hanno il mal di pancia all’idea di dover fare altre concessioni a Tsipras.

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Commenti all'articolo

  • fausta73

    13 Giugno 2015 - 18:06

    maledetti coloro che hanno inventato la moneta unica

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