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Crolla il Vecchio Continente

Grexit, Mario Draghi: "Conseguenze imprevedibili, entriamo in un territorio inesplorato"

Mario Draghi

L'incubo "Grexit" è quasi realtà. Le trattative sono in stallo, l'accordo è lontano: la Grecia, ora, è davvero a un passo dal default e a un passo dall'addio all'euro. Sulla questione, e sulle sue imprevedibili conseguenze, si è espresso Mario Draghi, il presidente della Bce nel corso di un'audizione alla Commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo. "La Bce - ha spiegato - sta facendo tutto quello che può per agevolare un accordo tra la Grecia e l'Eurogruppo". Draghi ha ricordato come l'Eurotwer "continua a sostenere le banche greche per consentire loro di continuare a finanziare l'economia", e ha spiegato che la liquidità d'emergenza ammonta finora a 118 milioni di euro. "La Bce - ha proseguito - continuerà a fornire liquidità alle banche greche finché queste saranno solventi e avranno sufficiente collaterale". E ancora, l'appello: "Abbiamo bisogno molto presto di un accordo forte e complessivo con la Grecia, un accordo che produca crescita ed equità sociale ma anche sostenibilità fiscale e ritorno alla competitività". Invoca la massima fretta, il governatore centrale, ma i tempi sono ridottissimi. E gli scenari inquietanti.

I timori del governatore - Non nasconde i gravi timori, Draghi, quando spiega che con l'uscita della Grecia dall'area euro "entreremmo in un territorio inesplorato". E ancora: "Nel medio e lungo periodo non siamo in grado di prevedere quali sarebbero le conseguenze" per eurolandia. Una nube oscura, dunque, si allunga sul Vecchio Continente e sulla moneta unica. Quando Draghi parla di "conseguenze imprevedibile" corre un brivido lungo la schiena, a tutta Europa e soprattutto all'Italia, uno dei Paesi più deboli e più esposti alle potenziali (e drammatiche) conseguenze di "Grexit". Sulla situazione economica di Atene, mister Bce non usa mezzi termini: "È drammatica, soprattutto per quanto riguarda la disoccupazione". Ma "non è responsabilità degli altri Paesi dell'area euro o delle istituzioni europee". Parlando sempre della Grecia, da parte di Draghi arriva un duro attacco alle istituzioni continentali: "La situazione in Grecia - riprende - ci ricorda ancora una volta che l'Unione economica e monetaria è una costruzione incompiuta, finché non avremo tutti gli strumenti per garantire che tutti i membri della zona euro siano economicamente, fiscalmente e finanziariamente sufficientemente resistenti". Insomma, anche per Draghi questa Europa non funziona. "Per completare l'Unione economica e monetaria - conclude - abbiamo bisogno di un salto di qualità verso una più forte e più efficiente architettura istituzionale. Dobbiamo fondare il nostro quadro istituzionale su basi molto più forti. Per questo abbiamo bisogno di un salto di qualità".

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