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L'analisi di Ugo Bertone

Grecia, perché l'Italia paga più di tutti il crollo di Atene

Grecia, perché l'Italia paga più di tutti il crollo di Atene

Il collasso della Grecia è sempre più vicino. Anche i più ottimisti cominciano a disperare che si possa raggiungere un accordo tra i creditori di Atene e il governo di Alexis Tsipras. Anzi, è ormai certo che l’intesa, l’unica soluzione per sbloccare i prestiti necessari per restituire i soldi (1,6 miliardi) dovuti al Fondo Monetario, non sarà raggiunta in occasione del vertice europeo di giovedì né ci sarà il tempo necessario per erogare i denari per il giorno 29, data di scadenza delle rate.

In questa cornice, i tecnici si interrogano sulle conseguenza dell’insolvenza e, peggio ancora, del temuto default con cui, parola di Mario Draghi, «entreremmo in acque inesplorate. E non possiamo prevedere o immaginare oggi quali sarebbero le conseguenze sul medio e lungo termine». Di fronte a questa prospettiva i mercati finanziari hanno accusato perdite pesanti, ma non drammatiche. Con un’eccezione: Piazza Affari. La Borsa italiana ha lasciato sul terreno il 2,4%, trascinata al ribasso dal calo delle banche. Un po’ meglio ha fatto anche Madrid -1,7%, in linea con Parigi e Londra. Sul fronte dei titoli di Stato, magra soddisfazione, l’aumento del costo del denaro (risalito ai livelli di metà dicembre, prima del piano Draghi) avanza di pari passo in Italia ed a Madrid, di nuovo sopra quota 150. Con buona pace del ministro Pier Carlo Padoan, che continua a ribadire che «l’Italia ha i conti in ordine e non deve temere contagi», è evidente che la crisi greca minaccia da vicino la fragile ripresa in atto.

Oltre ad avere possibili effetti devastanti per Atene. Certo, come ha rilevato ieri l’agenzia di rating S&P, il default non scatterà se non verranno rimborsati i 6,7 miliardi di euro di propri titoli di Stato detenuti dalla Bce, con scadenza a fine luglio perché la Bce non è considerata un creditore commerciale. La stessa banca centrale, come ha rilevato ieri Mario Draghi davanti al Parlamento europeo, assicurerà la liquidità alle banche greche finché «queste resteranno solventi e fin quando avranno titoli collaterali da dare in garanzia». Ma le buone notizie finiscono qui. Ormai il governo Tsipras ha raschiato il fondo del barile, prelevando soldi dai fondi pensione, dalle aziende statali, dalle aziende che dispongono di conti esteri alla luce del sole e così via. In assenza dello sblocco dei prestiti Ue, prima o poi («massimo 4-6 settimane» prevede Daniel Gros, l’economista del Cerps di Bruxelles esperto in cose europee) il governo non potrà che congelare i conti bancari ed alzare barriere valutarie con il resto del mondo. Il prezzo, sia in termini economici che politici, sarebbe comunque altissimo.

Almeno all’apparenza, però, Tsipras e il suo ministro Yannis Varoufakis non arretrano di un passo. Abbiamo offerto, dicono, il massimo: tagli di bilancio e surplus di bilancio compresi. Ma non toccheremo di un euro le pensioni che, nel corso delle precedenti manovre imposte da Bruxelles, hanno già subito tagli nell’ordine del 40%. Ma, tanto per capire l’umore che regna a Bruxelles, con una mossa inedita la Ue ha promosso una contro conferenza stampa per smentire i vertici greci. La Commissione, ha detto la portavoce Annika Breidthardt, ha ridotto le richieste di surplus all’1 per cento per quest’anno, ed al 2% per l’anno prossimo, con un forte taglio rispetto a quanto sostenuto all’inizio delle trattative (ed il parere contrario dell’Fmi). Nessuna richiesta esplicita sulle pensioni salvo la considerazione che «quello greco resta uno dei sistemi pensionistici più costosi d’Europa». Insomma, come ha sottolineato Draghi, «la palla resta nella metà campo greca».

di Ugo Bertone

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Commenti all'articolo

  • Joachim

    21 Giugno 2015 - 06:06

    Anche Bertone irrompe ...e piantatela di seminare panico....mezze cassandre....tanto sappiamo che non succederà nulla, coda fra le gambe e la Grecia resterà...perchè i debiti tedesci, francesi e americani son cosi tanti che li copriranno per paura. SP/Fitch /Moody con il loro accolito Goldmansachs..banda di lupi sanguinari ..Obama byby Crimea.. la tua bullocrazia è finita.

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  • encol

    18 Giugno 2015 - 07:07

    Il clima è da guerra che asfalta o rottama, per usare termini da bullo, ogni cosa e si riparte da zero.

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  • Oscar1954

    17 Giugno 2015 - 08:08

    Ogni Stato ha i governanti che si merita.

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  • caucaso

    17 Giugno 2015 - 08:08

    Tanto la Grecia diventerà una colonia russa così Putin potrà mettere le sue navi in Adriatico

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