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Nel mirino

Eurostat "indaga" sulla Cassa depositi e prestiti: gli interventi di Renzi possono pesare sui conti pubblici

Eurostat "indaga" sulla Cassa depositi e prestiti: gli interventi di Renzi possono pesare sui conti pubblici

L'Europa segue con attenzione la vicende della Cassa depositi e prestiti che il governo vuole fare entrare fondo salva-imprese rilanciato dal governo. Secondo Eurostat - come scrive Repubblica - la Cdp, partecipata all' 80% dal Tesoro, potrebbe perdere lo status di istituzione finanziaria esterna alla Pubblica amministrazione i cui bilanci non impattano sul deficit e sul debito nazionale. Insomma, una bomba per i nostri conti. Una situazione che, con le dimissioni di Bassanini di oggi venerdì 19 giugno, diventa ancora più critica. Il punto è che dal 2003 la Cassa gode del trattamento già accordato dall' Unione alla Caisse des depots francese e alla Kfw tedesca. Sostanzialmente la Cassa di depositi e prestiti con i suoi 250 milioni i risparmi postati non vengono conteggiati come debito pubblico.

 Interesse europeo - Eurostat inizia a seguire la vicenda di Cdp proprio per i riflessi anche di contabilità pubblica che potrebbero avere: “Eurostat – ha scritto Repubblica – considera che la Cassa corra rischi se con il cambio di management annunciato da Renzi diventerà lo strumento della politica industriale di Palazzo Chigi. A quel punto la Cdp, partecipata all’80% dal Tesoro, potrebbe perdere lo status di istituzione finanziaria esterna alla Pubblica amministrazione i cui bilanci non impattano sul deficit e sul debito nazionale”. Con una Cdp nella PA, lo stock di risparmio postale gestito dalla Cassa sarebbe considerato a tutti gli effetti debito pubblico. 

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