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Tutti fanno festa, ma...

Grecia, slitta l'accordo con l'Ue. Dal prestito all'Fmi al "complotto" europeista contro Syriza, cosa c'è dietro

Grecia, slitta l'accordo con l'Ue. Dal prestito all'Fmi al "complotto" europeista contro Syriza, cosa c'è dietro

La Grecia resterà nell'euro e pagherà il suo prestito all'Fmi, magari con una proroga. Tutti felici, anche se manca ancora l'ok dell'Unione europea. La Borsa brinda, la gente in piazza ad Atene tira un sospiro di sollievo, il governo di Alexis Tsipras ha fatto qualche concessione che non piacerà alla fronda sinistra della sua maggioranza. Ma c'è qualcosa di inquietante dietro il lunedì del "rinvio". A Bruxelles hanno deciso di non decidere, situazione accolta su un alito di ottimismo generalizzato, testimoniato dai boom a Piazza Affari e dintorni. La verità, però, è che per il momento il problema del debito pubblico greco resta ancora lì, insoluto, semplicemente spostato di qualche mese. Atene accetterà di rispettare le misure rigoriste in cambio della sopravvivenza e della tolleranza della ex Troika, ma non avrà materia prima per rilanciarsi, per agganciare la ripresa, per effetto di un tessuto produttivo demolito e di una situazione sociale allo stremo. Di fatto, l'Europa e la Grecia sembrano tornate indietro di 4 anni, con un'unica significativa differenza rispetto al 2011: la presenza di Mario Draghi alla Bce, che almeno fino al 2016 garantirà un sostegno concreto a euro ed economie continentali. 

Perché il rinvio - Basterà questo accordo ancora da raggiungere per salvare Atene? Forse no, ma di sicuro potrebbe risultare molto utile a Bruxelles. La decisione dell'Ue di rinviare di qualche giorno l'annuncio dell'intesa, al di là della prudenza e della meditazione necessaria, serve a rendere i margini di manovra di Tsipras ridottissimi: un suo dietrofront tra sabato e domenica prossima, a immediato ridosso della scadenza del prestito di 1,6 miliardi all'Fmi, significherebbe di fatto un suicidio economico e politico. La Grecia sarebbe con un piede fuori dall'Euro, cosa che il 70% dei greci non vuole.

Il "complotto" europeista - Lasciare sulla corda Atene, allora, serve a proteggere le spalle all'Unione. Che rischia di incassare un secondo punto a proprio favore: la sinistra di Syriza, 30 parlamentari, si dice contraria agli ultimatum europei e favorevole a un accordo con la Russia di Putin, cosa che allarma e non poco Bruxelles e Strasburgo. Sono loro, quei 30 onorevoli, che hanno messo fino ad oggi in grave crisi Tsipras. La scommessa dei falchi europei è che quando l'accordo Atene-Ue arriverà, scatterà la rappresaglia dell'ala radicale di Syriza fino alle estreme conseguenze: togliere la fiducia al governo. A quel punto, Tsipras per non rigettare il paese nel caos potrebbe essere costretto ad accettare il sostegno di Pasok e dei centristi di To Potami, in una grande coalizione o governo di coalizione che sposta il baricentro saldamente verso lidi europeisti e rigoristi. Film già visto proprio 4 anni fa, in Italia, quando arrivò Mario Monti.

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Commenti all'articolo

  • mabo20131938

    01 Luglio 2015 - 21:09

    Bisogna avere il coraggio di scendere in piazza, duramente e decisi anche a menare le mani ed imporre con la forza la fine di questa disgraziata europa che reca benefici solo alla Germania a spese dei paesi deboli.. I costi, che pèotranno anche essere alti, saranno comunque sempre inferiori a quanto ci è costata -e ci costerà in futuro- la permanenza nell'euro e e la continua perdita di sovranità.

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  • Bolinastretta

    23 Giugno 2015 - 12:12

    il problema è che la Grecia ha sempre fatto così, chiede soldi poi fallisce e riparte da capo sbattendosene le palle! l'ultimo atto è stato qualche hanno fa taroccando i conti e consegnandoli taroccati all'Europa... quali sanzioni? nessuna! solo un rimbrotto! ma perché l'Italia paga multe e non può sgarrare (=spagna) e gli altri possono tranquillamente! sarà che chi ci governa non conta un cazzo?

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  • boss1

    boss1

    23 Giugno 2015 - 11:11

    e se tornassero i colonnelli?

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  • emigratoinfelix

    23 Giugno 2015 - 09:09

    tsipras potrebbe ribaltare il tavolo,fare una coraggiosa scelta geopolitica e chiedere il sostegno necessario alla Russia che garantirebbe oltretutto l´accesso dei prodotti greci a centinaia di milioni di consumatori.ma chi lo ha stabilito che la grecia8ma anche Italia,spagna e portogallo) debbano per forza restare legati al carro prigione di bruxelles e natoe no guardare all´euroasia

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