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Grecia, il ministro Pier Carlo Padoan tranquillizza l'Italia sulla crisi europea, ma sulla responsabilità di Tsipras: "Assenti alle riunioni"

Grecia, il ministro Pier Carlo Padoan tranquillizza l'Italia sulla crisi europea, ma sulla responsabilità di Tsipras: "Assenti alle riunioni"

Ostenta sicurezza il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan davanti al terremoto greco che si sta sviluppando in queste ore. Alexis Tsipras ha annunciato ieri sera la chiusura di tutte le banche del paese e della Borsa di Atene, una situazione che potrebbe durare almeno una settimana. Fino quindi al referendum del 5 luglio prossimo che il governo ellenico ha lanciato in fretta e furia e spiazzando Bce, Fmi e Ue. Così come è spiazzato Padoan che parla al Corriere della sera di: "Fulmine a ciel sereno".

"Colpa della Bce" - Il presidente greco ha giustificato l'estrema decisione di chiudere sportelli bancari e mercati dando la responsabilità ai ritardi e la scarsa disponibilità della Bce di Mario Draghi, senza dimenticare le colpe che avrebbero tutti i Paesi membri nel cercare di influenzare le politiche greche spingendole verso il rigorismo nordeuropeo. Padoan mantiene diplomazia, non scariche le colpe della rottura ai greci, ma racconta: "Siamo arrivati a questo punto dopo 4 mesi durante i quali si è perso molto tempo. Da parte greca non si mandavano ai tavoli gli staff per discutere delle misure. Soltanto nelle ultime due settimane si è cominciato a entrare nel merito".

Tutti contro uno - Il ministro continua a camminare sul filo del trapezista quando cerca di non scaricare proprio tutta la colpa dell'imminente disastro europeo agli atteggiamenti poco collaborativi della Grecia. Non lo dice mai chiaramente, ci tiene a dire che il dibattito è tra tutti e non solo con Atene: "Certo - rimarca - il governo Tsipras aveva un atteggiamento diverso rispetto al precedente, che era molto più collaborativo e sotto il quale l'economia era un po' migliorata". Ora, invece, anche Paesi come Irlanda, Spagna e Portogallo: "che hanno implementato misure di aggiustamento molto dure, ottenendo risultati importanti in termini di crescita" hanno cambiato atteggiamento con la Grecia, cioè: "di chiusura".

Gli effetti del voto - Il referendum greco ormai è inevitabile e rimangono due scenari aperti. Se dovesse vincere il sì: "a rigor di logica equivarrebbe a una sfiducia verso Tsipras - ha detto Padoan che, stando al suo colloquio con Varoufakis di ieri, è certo del rientro greco nelle trattative per rispetto della volontà popolare. Stesso discorso per il no, ma Padoan ostenta ancora fiducia su: "una soluzione positiva".

I costi per l'Italia - La tranquillità di Padoan si giustifica con un'enorme fiducia negli strumenti in mano alla Bce, capaci di intervenire per esempio nel caso in cui sui mercati dovesse scatenarsi un'eccessiva volatilità dei titoli e un'impennata dello spread, con i relativi aumenti dei costi sugli interessi sulle schiene degli italiani. Il prezzo da pagare però è il commissariamento di fatto, che Padoan minimizza definendolo: "Un programma di riforme strutturali per irrobustire i fondamentali che, nel caso dell'Italia, c'è già. Non abbiamo bisogno di un acquisto illimitato di titoli (Omt): abbiamo una tenuta dei conti tra le migliori in Europa". E per chi va in vacanza in Grecia, il consiglio di Padoan è di portare contanti, ma può stare tranquillo anche chi ha investito nel Paese greco: "Non c'è alcun pericolo per i conti correnti e per gli strumenti di risparmio".

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Commenti all'articolo

  • seve

    29 Giugno 2015 - 14:02

    sarebbe meglio che tacesse lo sanno tutti che è cane da guardia al soldo di chi prima o poi parteciperà al banchetto del Britannia 2.

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  • Janses68

    29 Giugno 2015 - 13:01

    Che la Grecia cominci a pensare come spillare soldi da quei greci che si sono arricchiti , tipo politici e dirigenti vari... con loro se la devono prendere. Ne' con l'Europa e tutta l'euro zona. Sono loro in errore e che non hanno le palle per far ragionare sti coglioni mangia soldi dei greci tutti.

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