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Cifre da incubo

Grexit, Standard & Poor's: all'Italia costerebbe 11 miliardi di oneri sul debito pubblico in un anno

Grexit, Standard & Poor's: all'Italia costerebbe 11 miliardi di oneri sul debito pubblico in un anno

Quanto potrebbe costare l'uscita dall'euro della Grecia? Una risposta - inquietante - arriva dal colosso del rating Standard & Poor's: 11 miliardi di maggiori oneri sul debito pubblico in un anno. Si tratta del peggiore aumento tra quelli che attenderebbero i paesi di Eurolandia, dove complessivamente Grexit potrebbe costare 30 miliardi tra il 2015 e il 2016. E di questi 30 miliardi, dunque, l'Italia ne pagherebbe più di un terzo. Se alla cifra si sommano i 60 miliardi circa con cui il Belpaese è esposto verso Atene si arriva vicini alla cifra-monstre di 100 miliardi di euro. Un disastro, insomma, anche se il premier, Matteo Renzi, afferma che "l'Italia non avrebbe problemi economici particolari".

Le stime - Di ben altro avviso S&P, secondo cui "gli effetti sulle economie dell'Eurozona si faranno sentire principalmente attraverso rendimenti più alti" da pagare sui titoli di Stato (da cui, appunto, deriverebbero gli oneri pari a 11 miliardi di euro per l'Italia). Infatti, essendo la Grecia "una economia piccola e tradizionalmente più chiusa" di altri Paesi dell'Eurozona, "gli effetti diretti sugli scambi commerciali sarebbero limitati", sottolinea il colosso del rating. E ancora, per S&P, "il principale effetto sull'Eurozona, e specialmente sui Paesi periferici, si materializzerebbe attraverso i mercati dei capitali". E ancora: "L'impatto più significativo di un addio all'euro di Atene consisterebbe nella reintroduzione di un premio legato al rischio valutario, in quanto l'appartenenza all'Eurozona non è più percepita come irrevocabile".

I bond nel mirino - Nel dettaglio, il colosso del rating si attende "un picco iniziale nei rendimenti dei bond sovrani, specialmente per quelle economie percepite dai mercati come fiscalmente più vulnerabili", come l'Italia, appunto. "Il premio - prosegue S&P - è destinato a essere permanente anche se il quantitative easing della Bce farà da tetto ai rendimenti". S&P stima il maggior costo del rifinanziamento dei debiti pubblici dell'Eurozona, come detto, in 30 miliardi: "L'aumento sarà distribuito in modo irregolare, con l'Italia che affronterà l'aumento più grande in assoluto, pari a 11 miliardi".

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Commenti all'articolo

  • gio52

    03 Luglio 2015 - 12:12

    Se lo scotto fosse di soli 11 miliardi all' anno non sarebbe un problema Gia' adesso il debito pubblico ( con i conti in ordine ! ) aumenta di 30 / 40 miliardi all' anno . Gia' adesso spendiamo almeno 11 miliardi all' anno per mantenere gli immigrati ( alla faccia dei poveri italiani ) Troppo piccoli per uscire dall'euro ! ( pero ' anche la svizzera e' una piccola nazione ! ma..)

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  • maiPD

    maiPD

    03 Luglio 2015 - 09:09

    prepariamoci i prossimi siamo noi , e' finito il tempo delle frottole adesso ci siamo.

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  • marco53

    03 Luglio 2015 - 02:02

    Il venditore di pentole Renzi mente, come ha sempre mentito agli stupidi e creduloni italioti dal primo giorno del suo insediamento abusivo e golpista. Se la Grecia va fuori, ma tanto è lo stesso perchè non pagherà mai, l'Italia farà la stessa fine, trascinando nel baratro tutta l'Europa. Lo vogliamo capire che il Fiscal Compact ci schiavizzerà per sempre? L'Italia non ce la può fare.

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  • veneziano49

    03 Luglio 2015 - 01:01

    ..no c'è da aspettrasi che ci vestiamo con la mimetica e cominciamo a sfilare verso Roma

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