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Grecia, dove investire in borsa durante la crisi di Atene: i consigli degli esperti

Grecia, dove investire in borsa durante la crisi di Atene: i consigli degli esperti

Dove investire i propri risparmi nel periodo della crisi più acuta in Grecia e con l'incertezza sull'esito delle trattative tra Atene e Bruxelles? Non esiste esperto di finanza disposto a dare una risposta definitiva, vista soprattutto l'unicità di una situazione finora mai verificatasi. Ma ci sono pochi e semplici consigli utli da poter seguire, considerando che nel corso delle prossime settimane, i mercati finanziari europei saranno caratterizzati da una forte volatilità, cioè da una variazione ampia e discontinua dei prezzi dei titoli e azioni quotati. Una situazione che sarà valida per il breve periodo, ma già nel medio gli esperti garantiscono che prevarrà la tendenza al rialzo. Per quanto la Grecia possa sprofondare in una crisi senza precedenti, sull'intero Pil dell'Ue pesa circa il 2% e gli ultimi dati indicano una ripresa più decisa da parte dell'economia europea. Il suggerimento di base è quello di diversificare i propri investimenti, non puntando solo ai mercati europei, ma valutando anche quelli di Stati uniti e Giappone.

Cibo ed energia - Se si è disposti a sopportare la volatilità iniziale dei titoli, Stefano March dell gestore finanziario Azimut suggerisce dalle pagine del Corriere della sera di guardare con attenzione a un'ampia gamma di investimenti. La diversificazione riduce i rischi di un'esposizione monosettoriale e permette di sondare il terreno nell'ambito alimentare, nelle utility e nei titoli petrolieri.

Società - Uno spazio da esplorare sono le obbligazioni societarie, come consigliano gli esperti del mercato londinese. Per quanto sottoposte a grande volatilità, ci sono obbligazioni nel mercato americano che garantiscono rendimenti alti a 6,5% annuo in un contesto di bassi default. Da evitare in questo caso il settore energetico, ancora instabile. Meglio quindi titoli nel settore media, telecomunicazioni e beni industriali. Lo stesso metodo può essere applicato in paesi emergenti, che però vivono in macroregioni stabili: tra questi ci sono India e Messico. Meglio evitare il Brasile, entrato in recessione, il Medio oriente, visto il calo del prezzo del petrolio e la Cina.

BOT - Per chi non ha voglia e interesse a rischiare in mercati meno conosciuti degli europei, tornano più convenienti di un tempo i titoli di stato. Il Quantitative easing della Bce di Mario Draghi portano stabilità a questo tipo di titoli e negli ultimi tre mesi sono tutti risaliti. Solo tre mesi fa il Btp a 10 anni era al 1,2%, oggi è al 2,4%. Sorte migliore per i Btp a 5 anni, quasi triplicati dallo 0,5 all'attuale all'1,35%. E sempre nel settore ci sono i titoli di stato di Paesi emergenti, che possono svalutare la propria moneta nei confronti dell'euro e offrire quindi extra rendimenti. Tra le scelte più consigliate ci sono Turchia, India, Sudafrica e Messico.

Beni rifugio - La crisi greca a sorpresa ha fatto calare il prezzo dell'oro, il bene rifugio per eccellenza. Volendo comunque investire in materie prime, gli esperti suggeriscono il rame, salito negli ultimi sette giorni del 2% e diretto verso un'ulteriore crescita nel prossimo trimestre.

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Commenti all'articolo

  • contenextus

    07 Luglio 2015 - 15:03

    Io uscirei da tutti i mercati finanziari. Non ci si può fidare di quei delinquenti riuniti per decidere politiche economiche e monetarie. Sono, nella testa, dei socialisti senza scrupoli. Tutto quello che fanno è per tenere i buoi nel recinto. Per tenerli tranquilli, e pronti al macello. Il potere vessatorio e ladro teme che la gente comune perda la fiducia. E si accalchi a prelevare e vendere.

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