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Crisi finanziaria

Cina, panico in Borsa: -6% a Shanghai, sospesa metà dei titoli. Il governo corre ai ripari

Cina, panico in Borsa: -6% a Shanghai, sospesa metà dei titoli. Il governo corre ai ripari

Seduta drammatica sui mercati cinesi, dove sono stati sospesi oltre la metà dei titoli quotati a Shanghai. Alla fine della seduta il Composite Index cede il 5,9% a 3.507,19 punti, a Shenzhen il Component Index cede il 2,94% a 11.040,89 punti. Il crollo delle Borse cinesi ha già eroso da metà giugno circa il 30% della capitalizzazione, ma nei 12 mesi precedenti c'era stato un raddoppio del valore complessivo dei listini. In tutto oggi sono state sospese dalle contrattazioni circa 1.300 società, tra Shenzhen e Shanghai, ovvero il 45% del totale. Alla fine i mercati sono ripiombati ai minimi da quattro mesi, mentre gli investitori in preda al panico facevano dumping. "Non ho mai visto questo tipo di crisi prima", ha detto Du Changchun, analista di Northeast Securities. L'indice Csi 300 delle più grandi società quotate a Shanghai e Shenzhen è sceso del 6,8 per cento. Il Governo ha agito, in risposta alla crisi, in un modo insolito, con varie agenzie governative cinesi che hanno reso note una serie di misure per fermare l'emorragia lungo tutta la sessione di negoziazione, sollecitando i principali azionisti e dirigenti di società quotate ad acquistare azioni proprie. La Banca Centrale cinese ha annunciato che garantirà la liquidità necessaria per stabilizzare i mercati borsistici cinesi e per scongiurare rischi sistemici, secondo quanto riferito dall'agenzia ufficiale Xinhua su twitter.

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