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La riforma delle pensioni in stile greco in sei punti

La riforma delle pensioni in stile greco in sei punti

Ecco i sei pilastri della riforma delle pensioni firmata da Tito Boeri, il presidente dell'Inps.

1) Reddito minimo garantito dai 55 anni in su per chi ha un montante contributivo troppo basso per una pensione sopra i livelli di povertà.

2) Fine delle ricongiuzioni onerose così da unificare la pensione tra regimi diversi, compresa la gestione separata.

3) Armonizzazione degli assegni rispetto ai contributi versati. Ciò riguarderà sia i fondi gestiti dall'Inps che i vitalizi dei parlamentari.

4) Chi va in pensione prima avrà un assegno più leggero, in base al principio della "flessibilità sostenibile".

5) Possibilità dei datori di lavoro di versare contributi aggiuntivi oltre a quelli obbligatori ai lavoratori. In generale, si potranno aggiungere contributi per avere un supplemento di pensione.

6) Sì a un contributo su chi ha redditi pensionistici elevati ("pensioni d'oro") per finanziare le uscite versa la pensione in maniera più flessibile.

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Commenti all'articolo

  • faustinotutolo

    09 Luglio 2015 - 11:11

    Ma siete sicuri che possa interessare il mio commendo ?

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  • Mirino Sardo

    09 Luglio 2015 - 10:10

    Egregio sig Boeri dopo 40 anni di lavoro, come fa a dire " pensione più leggera a chi esce prima" Ma si rende conto che tagliare le pensioni dei normali lavoratori vuol dire affamare e rendere più povero il Paese? Ma si rende conto che dimezzare gli importi del 30% sulle pensioni da mille euro significa vietare a tutti, figli inoccupati conpresi, di poter vivere normalmente? Rifletta!

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