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Oro di cioccolato

Nutella, Giovanni Ferraro: "Accordi, espansione e niente Borsa. Il futuro della mia società"

Nutella, Giovanni Ferraro: "Accordi, espansione e niente Borsa. Il futuro della mia società"

Se si dice crema di nocciole probabilmente ci si ritrova un po' spaesati nel figurarsi cosa sia. Se si dice Nutella invece, in ogni angolo di mondo si pensa alla fonte di gioia cremosa contenuta nel barattolo trasparente con la scritta rossa. A produrla dal 1946 è la famiglia Ferrero che stabilì il suo quartier generale ad Alba e diffuse il suo prodotto in tutto il mondo. L'azienda è guidata oggi da Giovanni Ferrero, che ha rilasciato la sua prima intervista al quotidiano la Repubblica dopo la morte del fratello Pietro per infarto nel 2011; la conversazione è riportata sul numero di oggi, venerdì 10 luglio a firma di Paolo Griseri. Pietro e Giovanni Ferrero condividevano da tempo il comando dell'azienda italiana, e dopo la scomparsa improvvisa del primo, Giovanni ne è diventato l'unico amministratore delegato.

Il successo - La dolcezza pare non conoscere crisi. Lo afferma Giovanni Ferrero rispondendo alle domande che Repubblica gli pone. L'impreditore italiano guarda con lucidità ai pro e ai contro di una gestione aziendale che è sempre stata a conduzione familiare, anche se riconosce che l'impresa in questione è il terzo gruppo mondiale nel settore del cioccolato. Una conduzione familiare sui generis. 'Sbrigare gli affari in famiglia' consentirebbe una costruttiva visione a lungo raggio, prospettiva preclusa alle società dominate dai fondi di investimento che hanno bisogno del profitto prima di subito, sostiene Ferrero. Al contempo bisogna curare non solamente il proprio orticello con l'ostinazione di un mercato interno, ma è necessario avere larghe vedute ed estendere il mercato fuori dall'Italia.

Nuove frontiere - Giovanni Ferrero si dichiara pronto a sfondare le colonne d'Ercole, andando fuori dall'Europa in cerca di nuovi mercati fruttuosi. La produzione della Nutella invece si trova già all'estero: oltre alla sede italiana di Alba, ci sono fabbriche in Europa, in Nord America e in Australia, oltre a stabilimenti che producono le materie prime per la composizione della crema spalmabile in Turchia (le nocciole), in Malesia (l'olio di palma), la Nigeria (il cacao), il Brasile (lo zucchero) e la Cina (la vanillina prodotta da una fabbrica francese). La Ferrero, a conferma di come spinga lo sguardo dopo le Alpi, ha annunciato nelle scorse settimane l’acquisto di una società del cioccolato, l’inglese Throntons, con un’operazione da ben 157 milioni di euro. Rimane costante invece la repulsione della Ferrero per la Borsa: nessuna quotazione all'orizzonte per il gruppo italiano. Dichiara infatti Giovanni Ferrero: "Oggi non ne abbiamo bisogno. Se un giorno si ponesse il problema come conseguenza della partnership con una grande società, forse allora non ci potremmo più permettere il lusso di rifiutare la Borsa. Ma oggi non è un’ipotesi realistica".

Le polemiche - Grandi piani dunque: la possibilità di un grande accordo con altre società ma soprattutto l'obiettivo concreto di portare nei prossimi anni l'azienda a fatturare il 51% del totale all'estero. Infine nell'intervista di Repubblica due note di colore: da parte di Giovanni Ferrero il consiglio ai giovani disoccupati italiani a tenere duro, lui che l'impiego lo ricevette in un incarto dorato; e poi la risposta alla polemica sollevata dall'esponente del Partito socialista francese Ségolène Royal sulla deforestazione ad opera della Ferrero per l'estrazione dell'olio di palma. Ferrero risponde sottolineando la tracciabilità delle materie prime utilizzate, l'alto potere nutritivo dell'olio di palma, la sorpresa di scoprire che la politica francese non sia una sua affezionata cliente. Schivando le critiche, la Ferrero affila i coltelli per crescere ancora di più e diventare sempre più mondiale, oltre che per tagliare le fette di pane e spalmarci sopra il loro oro di cioccolato.

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Commenti all'articolo

  • collezionista

    11 Luglio 2015 - 10:10

    Mr Nutella fa dei prodotti veramente nocivi ; a me piace la VERA cioccolata e non gli intrugli con l'olio di palma!!

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  • francori2012

    10 Luglio 2015 - 18:06

    A proposito dei "Cosidetti cugini". (La Segolene è un'oca giuliva).In una vita di lavoro di Agente ho avuto 24 auto di diverse marche.Anni fa a Melegnano,stavo comprando una Renault (Cel'aveva anche un mio amico).Per fortuna ho trovato un venditore "Sciocco",così ho cambiato idea.Non ho più comperato un'auto francese,e sono contento senza "Cuginanze".Francori2012

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