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Trattativa continua

Grecia, sì del Parlamento al nuovo piano: Alexis Tsipras verso l'accordo con l'Europa

Grecia, sì del Parlamento al nuovo piano: Alexis Tsipras verso l'accordo con l'Europa

Il Parlamento greco ha approvato a larga maggioranza la legge che autorizza il governo greco a negoziare un nuovo accordo per ottenere aiuti finanziari dall’Esm (European Stability Mechanism), sulla base delle proposte avanzate dal premier Alexis Tsipras ai creditori internazionali (Ue, Bce e Fmi). I sì sono stati 251 su 300 deputati, i no 32 e 8 astenuti. Tra gli astenuti e i contrari alcuni esponenti di Syriza (tra i quali Yanis Varoufakis, che se ne è andato al mare) che hanno rifiutato di sostenere il loro leader respingendo le sue proposte di riforma. Insomma, dopo il referendum in cui ha vinto il "no", si è arrivati al compromesso. Un compromesso che, per inciso, costerà tasse, lacrime e sangue ad Atene. Una vittoria più che mutilata, dunque, per Alexis Tsipras. Di seguito, tutti i punti dell'accordo.

Il piano - L'obiettivo di Atene, che ha presentato un piano assai simile a quello che i creditori a loro volta presentarono lo scorso 26 giugno, è doppio: sbloccare i 53 miliardi di aiuti del Fondo Salva Stati, riaprire il credito con il Fondo monetario internazionale e gettare le basi per la "vera" trattativa, l'unica in grado di cambiare verso al futuro a lungo termine della Grecia, cioè la ridiscussione del debito pubblico, quella che in gergo viene definita "ristrutturazione del debito". Al momento, infatti, il rapporto tra debito e Pil è arrivato a un mostruoso 185%, insostenibile. Se mai Tsipras riuscisse a convincere i falchi europeisti di Berlino e Bruxelles, sarebbe una rivoluzione.

Imposte sul reddito e Iva - Il piano introduce innanzitutto l'aumento dell'imposta sul reddito dall'11% al 15% per i redditi al di sotto i 12.000 euro, e dal 33% al 35% per quelli superiori. L'Iva sarà ridotta dal 6,5% al 6% per i medicinali, libri e il teatro, al 13% per prodotti alimentari di base, alberghi, energia e acqua e al 23% per il resto.

Isole dell'Egeo - Sarà poi cancellato da ottobre lo sconto del 30% sulle imposte per le isole dell'Egeo più ricche. Le isole più remote saranno escluse. Aumento dal 26% al 28% delle imposte sul reddito, con un pagamento anticipato di 100% di tale imposta. Partirà poi una graduale soppressione dei sussidi sul gasolio per gli agricoltori. L'abolizione graduale delle esenzioni fiscali per gli agricoltori si concluderà entro il 2017.

Tassa sugli yacht - La tassa sul lusso passerà dal 10% al 13%, con effetto retroattivo alla dichiarazione dei redditi del 2014 e sarà applicabile ora anche sulle navi con una lunghezza di soli 5 metri.

Baby pensioni - Si va poi verso l'eliminazione graduale del sistema di prepensionamento con applicazione immediata, escludendo le professioni di rischio e le madri con bambini disabili. L'obiettivo è quello di raggiungere entro il 2022 l'aumento dell'età della pensione effettiva a 67 anni, e 62 per quelli con 40 anni di contributi. Ancora: aumento del contributo dei pensionati al sistema sanitario dal 4% al 6%, graduale soppressione degli aiuti alle pensioni più basse (CFSL) tra oggi e 31 dicembre 2019, congelamento delle pensioni in termini nominali fino al 2021. Fusione della previdenza complementare, che sarà finanziata esclusivamente da contributi dai lavoratori (fino ad oggi sono stati finanziati dai datori di lavoro e, in alcuni casi, gli aiuti di Stato). 

Le privatizzazioni - Imposte sulla pubblicità televisiva. Privatizzazione immediata di aeroporti regionali, ferrovie e porti un'autostrada. Spese per la difesa tagliate di 100 milioni di euro per il 2015 e 200 milioni entro il 2016.

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