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La decisione a sorpresa

Grecia, annullato il summit a 28 previsto nel pomeriggio a Bruxelles: tensione alle stelle, Grexit più vicina

Grecia, annullato il summit a 28 previsto nel pomeriggio a Bruxelles: tensione alle stelle, Grexit più vicina

A pochi secondi dall'inizio dell'Eurogruppo, il vertice dei ministri delle Finanze, il colpo di scena: è stato annullato il summit europeo a 28 in programma per oggi, domenica 12 luglio, a Bruxelles. L'annuncio è stato dato su Twitter dal presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk. Si parla, ovviamente, della crisi greca e delle frenetiche trattative in Europa per evitare l'uscita di Atene dalla moneta unica. Nella serata di sabato i negoziati sono stati interrotti poco dopo la mezzanotte, per poi riprendere alle 11 del mattino successivo: i ministri delle Finanze di Eurolandia discutono se accettare il piano di riforme presentato dal governo di Alexis Tsipras dopo la vittoria del "no" al referendum in cambio di un piano di aiuti (ed, eventualmente, di un alleggerimento delle condizioni di restituzione del debito).

Gli scenari - Come detto, però, la notizia del giorno - almeno fino a questo momento, è il fatto che sia stato cancellato il vertice a 28 previsto per le 18, vertice al quale avrebbero dovuto prendere parte anche i ministri dei Paesi che non adottano la moneta unica. La decisione, a sorpresa, ha due chiavi di lettura. La prima: la trattativa, almeno per oggi, riguarderà soltanto i Paesi della zona euro, e questo significa che con assoluta probabilità, oggi, non si arriverà a una decisione drastica e conclusiva (quando arriverà il momento di mettere la parola "fine" alla vicenda, infatti, anche i paesi fuori dall'Eurozona vorranno dire la loro). La seconda chiave di lettura, invece, conferma le profonde difficoltà delle trattativa: è stato confermato infatti l'Eurosummit delle 16, riservato ai membri di Eurolandia. Insomma, a Bruxelles si è già capito che le discussioni, delicatissime, dureranno tantissimo. "A oltranza", come ha spiegato il presidente dell'Eurogruppo Joeroen Dijsselbloem.

Fronte del "no" - Il punto è che Germania in primis, ma anche Finlandia, Olanda, Irlanda, i Baltici, Slovacchia, Portogallo e Malta formano una maggioranza trasversale che ha espresso riserve sul piano greco, insistendo sulla mancanza di fiducia per il governo di Alexis Tsipras. In molti, dunque, non vogliono tendere nuovamente la mano ad Atene: l'accordo pare molto lontano (in attesa del 20 luglio, data in cui con il mancato pagamento del debito alla Bce potrebbe far scattare il default effettivo della Grecia). Oltre al deficit di fiducia, resta poi il problema dei numeri: Tsipras mette sul piatto un piano da un cinquantina di miliardi, numeri bocciati dai tecnici della Troika, che spiegano come si debba trattare su cifre assai più significative.

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Commenti all'articolo

  • allianz

    12 Luglio 2015 - 15:03

    E basta con questa Grexit,un po esce,un po entra,un po..che caz**o facciamo?Non è in grado di restituire e pagare il debito?FUORI dall'europa una volta per tutte.E speriamo che con la sua uscita crolli tutta la baracca.

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