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Grecia, c'è l'intesa per il salvataggio: tutti i punti. Ora tocca al Parlamento di Atene: timori per il voto

Angela Merkel

"C’è un accordo" sulla Grecia. L’annuncio - dopo oltre trenta ore di discussioni dell’Eurogruppo - lo dà il premier belga Charles Michel su Twitter alle 8,38 di lunedì mattina. Il fatto che dopo una tesissima trattativa-fiume sia stata raggiunta un'intesa è stata poi confermata dal premier lussemburghese, Xavier Bettel, e dal presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, che ha scritto: "L’Eurosummit ha raggiunto l’accordo all'unanimità. Siamo tutti pronti per il programma Esm per la Grecia con riforme serie e aiuti economici". Subito dopo l'accordo - di cui ora si attendono i dettagli - lo spread tra Btp e Bund è precipitato a 117,4 punti base, rispetto ai 135 dell'apertura. In calo anche i rendimenti della cedola italiana, al 2,11 per cento. In parallelo, flessione anche dello spread tra Bonos e Bund, a 116 punti base.

Parole, parole, parole - Ora, la palla, passa al Parlamento greco che dovrà legiferare sui vari aspetti concordati: si tratta di un piano-monstre di riforme, un piano di lacrime e sangue. "Se tutto va bene entro la fine della settimana può essere deciso il mandato per negoziare il sostegno dell'Esm (il fondo salva-Stati, ndr)", ha spiegato il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, dopo il vertice. Il numero uno della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, da par suo, ha tentato di ricomporre la frattura aperta durante le trattative, quando il premier greco Alexis Tsipras aveva parlato senza giri di parole di un tentativo di umiliare pubblicamente il Paese con le richieste dei creditori: "In questo compromesso non ci sono né vincitori né sconfitti. Non penso che i cittadini greci siano stati umiliati, si tratta di un accordo tipicamente europeo", ha affermato Juncker. La verità, però, è che con il pacchetto imposto dall'Europa la Grecia viene di fatto ipotecata. Se il Paese ellenico non dovesse rispettare i suoi impegni, progressivamente verrebbe svuotato della sua sovranità e dei suoi beni.

Torna la Troika - In conferenza stampa, Angela Merkel (apparsa molto provata) ha spiegato: "La strada sarà lunga e difficile". Dunque ha annunciato che il terzo intervento finanziario a favore della Grecia sarà di 82-86 miliardi di cui 24 miliardi per il sistema bancario. La cancelliera, inoltre, ha lasciato intendere che ad Atene tornerà la Torika per supervisionare il programma di salvataggio: il Paese, come detto, viene di fatto commissariato (negli scorsi mesi era stato proprio Tsipras a chiedere la sospensione delle ispezioni di Bce, Fmi e Commissione europea).

Il fondo fiduciario - L'ultimo ostacolo incontrato nella trattativa che si è dilungata per tutta la notte era rappresentato dal nodo sul Fondo fiduciario nel quale far conferire gli asset di Atene a garanzia degli aiuti. Una sorta di "paniere" dal valore di circa 50 miliardi di euro, che sarà basato in Grecia, e vedrà una governance "con la presenza di esperti che verificheranno quali saranno i beni che meglio si prestano" allo scopo, ha spiegato Dijsselbloem. Ed è qui, in sostanza, che la Grecia viene ipotecata: pur di garantirsi gli aiuti, il Paese viene costretto a inserire in un fondo beni per 50 miliardi di euro - beni statali, società pubbliche, magari anche beni demaniali -, beni da privatizzare e che in definitiva verranno "sottratti" ad Atene. Infine, per quel che concerne il taglio del debito, la Merkel ha spiegato che un haircut sul valore nominale è impossibile, ma "si ragionerà su possibili soluzioni di garanzia per prolungare le scadenze, a patto che l'attuazione del programma sia positiva".

Palla al Parlamento - Il punto è che, a caldo, le condizioni dei creditori sembrano essere state rispettate pressoché in toto. Ne deriva che il Parlamento greco sarà chiamato a uno sforzo davvero significativo per approvare tutti i punti imposti da Bruxelles. Uno sforzo che ampie fette di Syriza (capeggiate dal ribelle Yanis Varoufakis) non vorrebbe fare. La palla, come detto, torna in campo ellenico, dove si rischia di verere un forte e crescente malumore per le condizioni ottenute da Tsipras al cospetto dei creditori. La parola fine, insomma, non è ancora stata scritta.

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Commenti all'articolo

  • Sting

    13 Luglio 2015 - 19:07

    Perdere la sovranita, ipotecare i beni piu importanti, e un gioco al massacro in cui il primo ministro si e infilato, credendo di fare fessi chi ti deve dare soldi promettendo solo parole, bene fanno i tedeschi ad incastrarlo. Per i greci forse e meglio uscire dall euro e ripartire da soli hanno già preso abbastanza senza dare niente in cambio

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  • scostumato

    13 Luglio 2015 - 17:05

    Ma che accordo capestro ! Ci potevano pensare prima,i Sigg.Greci ! Adesso,si arrangino,essi tutti e il loro Tsipras,che il Fato se lo porti dove sta già il suo collega ex ministro delle Finanze (mancanti) e dell'Economia (assente)

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  • zefleone

    13 Luglio 2015 - 16:04

    Merkel sei una miserabile nazista. Tu e tutta la Germania. Non per il caso Grecia ma siete sempre e sempre sarete dei miserabili ladri parassiti sulle spalle degli altri. Miserabili nazisti.

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  • brandy62

    13 Luglio 2015 - 15:03

    la parola sempre e comunque al popolo mezzo referendum........i governi e gli stati non devono decidere nulla,ma solo proporre,poi la parola deve passare al popolo.........in Grecia come nel resto d Europa......con referendum.

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    • Bolinastretta

      13 Luglio 2015 - 15:03

      se poi al referendum si seguisse l linea dettata dal popolo!! ....infatti tutto come prima.... con la differenza che ne hanno buttati via un altro bel "monte" che si aggiunge a tutto il resto, per fare l'ìnutile referendum.... qesta mattina il popolo si é svegliatop con la soprese del comunista in capo!!

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