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Mario Draghi, tra un anno stop al quantitative easing: il giorno in cui l'Italia rischierà il crac

Mario Draghi

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Si dice da tempo, da anni, che la prossima Grecia potrebbe essere l'Italia, oppure la Spagna. L'una vale l'altra, circa. E se così fosse, da oggi - con quanto sta succedendo ad Atene - abbiamo ben chiaro a cosa andremmo incontro, roba che il massacro sociale firmato dalla "premiata ditta" Mario Monti ed Elsa Fornero sembrerebbe un po' di solletico sotto ai piedi. Il punto è che non possiamo dormire sonni tranquilli. Abbiamo un premier, Matteo Renzi, che promette mille riforme e ne conduce in porto cinque, per giunta pasticciate (o irricevibili). L'obiettivo deve essere scongiurare la possibilità che in prima linea contro la speculazione ci possa finire il Belpaese. Ma il rischio non e stato ancora scongiurato, affatto. E ora più che mai è il momento di tirare fuori l'Italia dalle secche di una crescita economica che procede col ritmo della lumaca (e sul fatto che da queste secche possa condurci fuori proprio Renzi è più che lecito nutrire dei dubbi).

Il fatto che l'Italia abbia davanti a sé un solo anno di protezione sicura - si parla del Quantitative easing della Bce di Mario Draghi - complica ulteriormente il quadro e riduce i tempi per dare la scossa al Paese. Quando Draghi non potrà più sparare col suo bazooka, quando non potrà più comprare titoli di Stato per calmierare lo spread, potrebbero essere guai. Grossi guai. Si pensi soltanto a cosa è successo negli ultimi giorni, con lo spread delle nostre cedole tornato a schizzare verso l'alto non appena l'accordo sulla Grecia sembrava naufragare. Non si tratta di una coincidenza, ma del consueto - e sinistro - messaggio: l'Italia non gode della fiducia dei mercati e, ad oggi, da sola non può farcela (a contenere i rialzi del differenziale è stata, ancora una volta, soltanto la manina di Draghi, senza la quale ci troveremmo già oggi a pagare parecchi miliardi in più sugli interessi dei titoli di Stato). Occhio, dunque, a ciò che potrebbe accadere tra dodici mesi.

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Commenti all'articolo

  • GiorgioChiola

    14 Luglio 2015 - 15:03

    Purtroppo concordo al 100%. Lo Stato continua ad erogare soldi che non ha e il popolo bue si prende 80 euro alla faccia di chi non ha un lavoro. Tutto seguendo in modo stupido le valutazioni di Keynes pubblicate un secolo fa quando i soldi non si stampavano con un click ed era impensabile che uno stato si indebitasse in modo osceno come il nostro. Keynes manderebbe tutti i 'keynesiani' affan...

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  • allianz

    14 Luglio 2015 - 13:01

    Mi pare di vedere la corazzata Duilio...Lunga come la quaresima..Tanto lunga che a prora combattevano,mentre a poppa facevano feste,danze e balli.Quando arrivò un marinaio tutto pesto e sanguinante disse"Signori,a prora c'è la guerra"Un alto ufficiale lasciata la dama alla quale era avvinghiato, rispose."Guerra?Quale guerra?Si componga e stia punito"....

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  • pierinod

    14 Luglio 2015 - 12:12

    Nel contesto internazionale l'Italietta ha ormai un valore marginale, e non occorre essere scienziati per prevedere un futuro miserevole per le nuove generazioni, per cui magari arrivasse la troika anche in Italia ! Con istituzioni autoreferenziali e profondamente corrotte e con una classe politica incapace e dedita al voto di scambio cosa altro possiamo aspettarci ? Una piccola Zecca personale ?

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  • TOMMA

    13 Luglio 2015 - 18:06

    《Pronto? Anghela?》, 《ya? 》, 《te tu'n l'a¡ mia laáti ogg'i piatti》, 《nein》: 《alloa , se te tu m'aspetti ee'oomi c'aarrivo.》

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