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Fosca profezia

Grecia, dall'Eurogruppo sì agli aiuti. L'esperto della Bce Issing: "Era meglio la Grexit"

Grecia, dall'Eurogruppo sì agli aiuti. L'esperto della Bce Issing: "Era meglio la Grexit"

L'Eurogruppo ha dato il via libera al terzo salvataggio della Grecia: 7 miliardi di "prestito ponte" subito, per pagare i crediti immediati. Poi ci sarà la partita degli 85 miliardi di euro complessivi in tre anni, su cui peserà il voto di 8 Parlamenti nazionali chiamati a ratificare (o bocciare) l'accordo raggiunto a inizia settimana a Bruxelles. Il guaio è che, come spiega l'economista Otmar Issing, membro del Direttivo della Banca Centrale Europea, tutta questa fatica potrebbe risultare vana. Per Atene e per l'Unione europea.

"Quanti soldi buttati" - "Molti economisti sono critici - spiega Issing al Corriere della Sera, a proposito dell'accordo -. D'altra parte, però, programmi di aiuto in Irlanda, in Portogallo, in Spagna hanno funzionato. E aveva iniziato a funzionare anche quello greco: nella seconda metà dell'anno scorso la ripresa era iniziata". Negli ultimi sei mesi, però, con il governo Tsipras, quella strada si è interrotta. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, falco rigorista per eccellenza, ha ribadito che l'ipotesi Grexit resta praticabile. "Ero e sono dell'opinione che si dovesse fare molto prima - è il commento di Issing -. Si sarebbe dovuto impiegare il denaro non per salvare le banche ma per sostenere direttamente la gente. Con aiuti concreti e riforme concrete, dal catasto alla ricostruzione di un sistema fiscale. Sono stati persi un sacco di soldi. E altri se ne perderanno: tutti sanno che il debito greco non è sostenibile. Quello è denaro che gli europei, anche i Paesi più poveri della Grecia, hanno perso". L'Fmi e David Cameron premono per una ristrutturazione del debito greco, se non per un taglio: "Se lo tagli all'inizio la Grecia riprende a produrlo - avverte l'economista -. In ogni caso, le regole dell'Eurozona impediscono un taglio del debito: sarebbe un finanziamento tra Stati, vietato dai trattati. Inoltre, cosa importantissima, dopo un default sul debito la Bce non potrebbe più fare operazioni di rifinanziamento con le banche greche".

"Grexit sì, ma sarà un disastro" - Ecco perché, aggiunge, è meglio la Grexit, anche se le prospettive immediate sono fosche: "L'attuale governo greco non dà alcuna prospettiva di futuro al Paese. Propone soluzioni che hanno già fallito ovunque. Temo che non sarebbe in grado di gestire alcun cambiamento di regime monetario". E anche l'Europa non se la passerà meglio: "Mi pare chiaro che ora non c'è alcuna possibilità di creare una unione politica. Si tratterebbe di cambiare i trattati europei, di andare incontro a molti referendum, alcuni Paesi come la Germania dovrebbero rivedere la costituzione. In Europa sono tutti scettici: in quanti referendum vincerebbe il no?".

"Draghi leader, purtroppo" - Con la Germania "impossibilitata a fare il leader per il suo passato", sottolinea Issing, un ruolo di guida politica è stato cucito addosso a Mario Draghi e alla Bce. Un male: "La prima colpa è dei governi che l'hanno costretta a farlo: se dava liquidità alle banche greche le teneva in piedi, se non la dava le faceva crollare. Ha dovuto fare il lavoro che non hanno fatto i politici". E quando il Corsera chiede a Issing se è ottimista, la risposta è glaciale: "L'atmosfera è avvelenata".

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Commenti all'articolo

  • Otrim046

    18 Luglio 2015 - 19:07

    Il danaro è solo un'unità di misura per misurare l'economia reale. Se EU è solo unità monetari e non condivide uniformando le regole che governano le economie in tutti gli stati membri allora meglio non avere una unità di conto unica dato che le economie più libere e meno oppresse da governi acefali acquisteranno alla svendita quelle più deboli soffocate dai governi dei tassatori

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  • brunicione

    17 Luglio 2015 - 23:11

    Le premesse sono tali da rendere impossibile alla Grecia di rispettare i patti appena firmati. Riceverà un prestito ponte di 7 miliardi e poi.........??????

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  • ilsovranista

    17 Luglio 2015 - 08:08

    Perché noi non abbiamo cambiato e vilipeso la nostra Costituzione? Pensiamo solo all'Art.11.

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