Cerca

Il destino della moneta unica

Hedge fund, l'analisi: perché i grandi investitori internazionali faranno crollare l'euro

Hedge fund, l'analisi: perché i grandi investitori internazionali faranno crollare l'euro

Hdge Fund, ovvero i grandi investitori internazionali. Quelli che avevano previsto che, una volta sistemata la situazione greca, le Borse sarebbero tornate a salire. E così era stato, prima dell'avvento di Alexis Tsipras e del suo referendum. E anche del referendum anti-euro, le Borse, hanno mostrato di risentirne relativamente. Eppure, il futuro potrebbe non essere così roseo. E' quanto spiega in un'analisi Il Sole 24 Ore, che interpella Mattia Nocera, che da Londra, per conto di Belgrave Cm, gestisce una mezza dozzina di hedge fund (ovvero le gestioni che mettono insieme quote di hedge fund). Nocera, nella prima settimana di luglio, era assolutamente fiducioso: l'Eurozona era un mercato florido, sul quale acquistare, poiché l'azionariato costava un po' meno rispetto a quello Usa e perché, per quanto stentata, si intravedeva la ripresa economica favorita da Mario Draghi.

Nessuna prospettiva - Ora, però, le cose sono cambiate. Dopo l'accordo-capestro imposto da Bruxelles ad Atene gli umori sono mutati. Il punto è semplice: ciò che ha subito la Grecia dimostra che la costruzione dell'euro è senza prospettive. Come afferma Wolfgang Munchau, editorialista del Financial Times, con l'accordo "quelle poche cose che parecchi di noi consideravano garantite, e nelle quali alcuni di noi hanno creduto, sono svanite in un solo fine settimana". La questione è semplice: anche gli osservatori meno smaliziati hanno notato come l'accordo greco sia avulso da qualunque prospettiva, da qualsiasi considerazione sul futuro. Quell'intesa-capestro è un de profundis per l'Eurozona e per il progetto di una vera unione fiscale e politica: ad oggi, domina la Germania, punto e basta. E se pure i mercati, nell'immediato, hanno gioito, le prospettive degli "investitori pesanti", ora sono profondamente cambiate.

Negoziato infinito - Nessuna "pietà" per la Grecia, sia chiaro - un Paese che ha truffato sui conti e che non ha mantenuto gli impegni -, ma quanto è accaduto al Paese, come detto, dimostra che la costruzione di una vera unione europea è pura utopia. Angela Merkel e gli altri leader hanno voluto umiliare il Paese, senza neppure prendersi la briga di affermare che da quanto accaduto si debba trarre una lezione, si possa trarre lo spunto per rafforzare l'Unione affinché non avvengano casi analoghi. Nulla di tutto questo: l'unica soluzione - miope - è quella dell'austerità. Alexis Tsipras è stato messo all'angolo e, c'è da scommetterci, tra pochi mesi si troverà a rinegoziare nuovamente con Bruxelles, prolungando l'infinita agonia del suo Paese.

Il bivio - In questo contesto, dunque, Walter Riolfi su Il Sole 24 Ore sottolinea come "il contagio non si misurerà con lo spread dei Btp ma con il vuoto politico e di idee che c'è dietro l'Eurozona: null'altro che un sistema di cambi fissi senz'anima". E dunque, va da sé, gli "investitori pesanti", gli "hedge fund", chi ha i capitali per smuovere - e demolire - i mercati, arriverà il momento in cui "scateneranno la loro offensiva sui mercati europei e sarà ancor più dura di 4 anni fa, poiché i grandi fondi sono tutti sovrappesati sulle nostre borse. I governi nazionali hanno due soluzioni: o stabilire ora un percorso definitivo verso un'integrazione politica, oppure darsi da fare per smontare il sistema euro con il minor danno possibile".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog