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La rivelazione

Pier Carlo Padoan: "L'Europa ci farà concessioni sul deficit, così taglieremo le tasse"

Pier Carlo Padoan: "L'Europa ci farà concessioni sul deficit, così taglieremo le tasse"

Considerare la crisi greca un problema lasciato alle spalle è un errore che il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan non ha nessuna intenzione di commettere. Le questioni ancora aperte all'interno dell'Unione europea sono di natura economica, ma anche politica, come due corsie che devono far parte della stessa carreggiata. Per esempio c'è da chiarire come i Paesi membri vogliono rafforzare l'unione monetaria. C'è chi preme: "sull'azzardo, cioè evitare che alcuni stati se ne approfittino e quindi fondare tutto su regole che impediscano comportamenti devianti" e chi invece chiede una: "condivisione del rischio, su banche, politica fiscale o lavoro che sia. Se prevarrà la prima visione, l' unione monetaria diventerà più rigida". Padoan punta sulla seconda via e oltre all'unione bancaria, vorrà proporre forme di risk sharing come uno strumento comune all'Eurozona per garantire un sussidio di disoccupazione.

Uscire dall'euro - Dice Padoan al Foglio l'uscita dall'euro è una scelta di disperzione: "e l'Italia non è un Paese disperato". Su quel che può accadere dopo l'uscita, il ministro insiste che rimane: "terra incognita. Certo non c' è soltanto la svalutazione monetaria e i suoi effetti sulla competitività, ma anche il cambiamento del rapporto tra debitori e creditori. Uno stato che uscisse perché troppo indebitato, con il debito che restasse in euro, vedrebbe aggravarsi la sua posizione. Così, siamo al terzo punto, si accelera la strada verso il default, un' altra tragedia non valutabile. E comunque ribadisco: un paese che scegliesse di uscire dall' euro pur avendo fatto aggiustamenti molto significativi si comporterebbe come una persona che, quasi raggiunta la vetta di una montagna, cioè la stabilità economica, decidesse all' improvviso di scendere a valle, vanificando tutto".

Tasse - L'annuncio del premier Matteo Renzi sulla drastica riduzione fiscale nei prossimi tre anni trova d'accordo Padoan: "da qui alla Legge di stabilità in autunno ci sarà il tempo per lavorare nel dettaglio sui numeri". Il nodo da sciogliere rimangono sempre le coperture, dove trovare il denaro che entra in meno dalle tasse per coprire i buchi nel bilancio. Di sicuro arriverà la Local tax, che in qualche modo prenderà il posto della Tasi che Renzi vuole eliminare. Poi c'è la necessaria revisione della spesa pubblica: "considerate anche le clausole di salvaguardia da disinnescare". E poi c'è l'ipotesi di potersi indebitare più di quanto concordato con l'Ue e qui Padoan rassicura: "Esiste, dallo scorso gennaio, una clausola europea sulla flessibilità consentita sui conti pubblici nei paesi che fanno riforme. L' Italia - continua Padoan - ne ha già chiesto l' attivazione, e non a caso l' ha ottenuta. Nelle condizioni economiche e politiche date, credo infatti che il nostro ritmo di approvazione e implementazione di riforme non abbia pari in Europa. La riforma del lavoro e quella delle banche già in essere, poi quella della giustizia e della scuola approvate, quella della Pubblica amministrazione già incardinata".

Le critiche - Da sinistra, a cominciare dall'ex ministro Visco fino a Bersani, hanno reagito malissimo all'annuncio renziane, lo hanno preso per uno scimmiottamento berlusconiano che nasconderebbe una resa alla lotta all'evasione: "Che l' Italia abbia una pressione fiscale tra le più elevate in Europa è noto. Economicamente è un non issue, e il governo crede che questo sia uno degli ostacoli principali agli investimenti e quindi a crescita e creazione di lavoro. Questo paese si merita meno tasse". Quindi, "nel migliore dei casi, quelle di queste ore sono polemiche politiche. Inoltre non capisco perché alleviare le tasse e contrastare l' evasione sarebbero strategie in conflitto tra loro, invece sono complementari!". Fino a due anni fa, quando era capoeconomista dell'Ocse, Padoan non credeva al taglio dell'Imu per stimolare la crescita. Lui stesso ammette che tagliare il costo del lavoro sarebbe più efficace, ma oggi prova a fare un po' il politico e ammette che come per il bonus degli 80 euro, il taglio può servire a dare: "un messaggio politico forte, uno sgravio diffuso che può avere effetti non trascurabili nel trasmettere un senso di fiducia ai cittadini".

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Commenti all'articolo

  • carlo1958

    23 Luglio 2015 - 09:09

    Questo la notte invece di dormire deve studiare come rimediare le stronzate del suo "capo" non vorrei essere nei suoi panni

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  • encol

    22 Luglio 2015 - 18:06

    Il suo "capo" è un buffone conclamato ma lui è più falso di Giuda.

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  • Yossi

    22 Luglio 2015 - 15:03

    Senza spending review seria, peraltro già strapagata inutilmente quindi soldi gettati dalla finestra tanto ne abbiamo tanti da sprecare, non se ne fa nulla sono tutte chiacchiere; la storia insegna che se ne tolgono una ne mettono due più care. Chi ci crede ?

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  • eziocanti

    22 Luglio 2015 - 14:02

    Ma c'é qualcuno che si ricorda una diminuzione delle tasse in Italia ? Io no ! Da sempre le tasse, tra dirette ed indirette, sono sempre aumentate così come sono aumentati gli stipendi dei politici e il debito pubblico.

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    • bruno osti

      23 Luglio 2015 - 12:12

      o come aumentano gli stipendi degli statali, in base all'Istat. O da qualche servizio in più che eroga lo Stato. Da dove li prenderebbe, altrimenti?

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