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La bacchettata di Bruxelles

Ue e flessibilità, Moscovici gela Renzi e Padoan: l'Italia rispetti le regole, ha già avuto uno sconto nel 2014

La Commissione Ue inguaia Matteo Renzi: nessuno sconto sulla flessibilità all'Italia, semplicemente perché quello sconto c'è già stato, 6 miliardi di euro nel 2014. Tradotto: il taglio delle tasse su prima casa e imprese e le misure fiscali a favore di dipendenti e pensionati dovranno arrivare tutte senza contare sullo "sforamento" del tetto Ue del deficit. Un bel problema, perché ora le coperture sono ancora più complicate.

Non è sempre flessibilità - Le regole non cambiano, ha spiegato il commissario Ue agli Affari Economici Pierre Moscovici: "È presto per una reazione dettagliata, non c'è stato scambio con il governo italiano", ha commentato il francese, non certo un falco rigorista, e dunque valgono le regole europee: "Un Paese che si trova nel braccio preventivo del patto di Stabilità e che investe deve essere incoraggiato, un Paese che fa riforme strutturali può ottenere più tempo e deve essere incoraggiato e infine bisogna tenere conto del ciclo economico e che quindi gli sforzi richiesti non sono gli stessi". Tutto questo, appunto, è accaduto lo scorso anno per l'Italia, il cui debito pubblico è al 135,1% del Pil nel primo trimestre del 2015 (2.184 miliardi di euro), ben oltre il 60% previsto dai parametri europei, ma con una riduzione del deficit strutturale sufficiente a farci evitare procedure di infrazione.

Il piano di Padoan - All'Italia, si sottolinea da Bruxelles, lo scorso anno è stato consentito un aggiustamento di bilancio inferiore al dovuto sulla base del piano dettagliato di riforme proposto dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che non a caso anche mercoledì dal Foglio ammetteva di contare ancora su un assist dall'Ue. Per convincere la Commissione a fare un altro strappo alla regola, dunque, occorrerà trattare sulla base di un piano di taglio della spesa sostanziale e riforme strutturali certe. Non facile, per chi contava di fare una manovra in deficit.

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Commenti all'articolo

  • pino&pino

    23 Luglio 2015 - 15:03

    In perfetto accordo con Bolinastretta, "in italia è pieno di allocchi, maiali e zoccole". Chi può dirlo meglio di noi .....

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  • Bolinastretta

    23 Luglio 2015 - 14:02

    certo che solo un pinocchi pallista può presentarsi al pubblico di italiani non votanti e dire abbasserò le tasse con l'aiuto dell'Europa senza neanche aver chiesto all'europa prima... in italia é pieno di allocchi che gli credono ma il reto d'europa ormai lo conosce per quello che é un povero pallonaro pieno di se egocentrico e bipolare!

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  • marcinkus.marpo

    23 Luglio 2015 - 10:10

    Se l'Europa vuole metterci il naso, è possibile che non ci fanno presente che abbiamo l'apparato Politico e di Potere più caro e dispendioso del mondo; I nostri politici sono i più pagati ed i più inefficenti del mondo.

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  • wilegio

    wilegio

    23 Luglio 2015 - 10:10

    E' molto bello e istruttivo che questo richiamo arrivi da un francese, dopo che proprio la francia ha recentemente sforato il famigerato 3% più di una volta, senza che nessuno a Bruxelles facesse una piega. Se proviamo a farlo noi, però...

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