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Pignoramenti, nuovi limiti per pensioni e stipendi

Pignoramenti, nuovi limiti per pensioni e stipendi

Nuovi limiti ai pignoramenti per le pensioni e gli stipendi. Le prime non possono essere toccate fino alla cifra corrispondente al 150% dell'assegno sociale (quindi fino a 672 euro al mese), riporta ItaliaOggi, e gli stipendi fino al triplo dell'assegno sociale (1.344 euro al mese). Queste sono tra le nuove norme previste nel decreto legge 83/2015 (misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile). Il testo deve ancora passare in Senato, ma intanto ecco le novità più importanti.

Pignoramento crediti - Scatta l'impignorabilità delle somme dovute a titolo di pensione, nella misura corrispondente all'importo dell'assegno sociale aumentato della metà. In caso di accredito su conto corrente di qualsiasi somma riconducibile a rapporto di lavoro o trattamento di quiescenza, le somme sono impignorabili nella misura corrispondete al triplo dell'assegno sociale, se l'accredito è anteriore al pignoramento. Se l' accredito è successivo al pignoramento, valgono le regole ordinarie: per crediti alimentari nella misura fissata dal giudice; per tributi nella misura di un quinto; in caso di concorso di pignoramenti, nella misura della metà. 

Conversione - Nella conversione del pignoramento è permessa la rateizzazione mensile non solo per i beni immobili ma anche per i beni mobili e le rate sono allungate da 18 a 36 mesi. Ogni sei mesi il giudice deve provvedere a distribuire ai creditori le somme recuperate.

Efficacia pignoramento - Il pignoramento decade quando dal suo compimento trascorrono 45 giorni (anziché 90) senza che sia stata chiesta l'assegnazione o la vendita.

Esecuzione immobiliare - Il valore dell'immobile non sarà più determinato in baste a quello catastale ma da quello di mercato: sarà considerata la superficie dell'immobile e il valore al metro quadro, ma anche i vincoli gravanti sul bene e le eventuali passività condominiali. Sono accelerate le procedure di autorizzazione della vendita, e spetta al giudice indicare il prezzo, l'offerta minima, e il termine entro il quale dovrà essere versato, consentendo il pagamento rateale.

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