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Salvataggio a rischio

Grecia, il braccio di ferro tra Fmi e Berlino: ecco perché Atene tremerà ancora

Grecia, il braccio di ferro tra Fmi e Berlino: ecco perché Atene tremerà ancora

Il premier Alexis Tsipras ha resistito allo smottamento di Syriza, l'amico-nemico Yanis Varoufakis l'ha addirittura sostenuto votando sì nell'ultima tranche di riforme. Eppure, la Grecia non può dirsi (momentaneamente) al sicuro, perché la partita non è più quella dei tagli e dell'austerità e non si gioca più nel Parlamento di Atene. La richiesta formale di aiuti al Fondo monetario internazionale è partita, Washington la esaminerà nei prossimi giorni. Ma nulla è scontato.

Braccio di ferro Fmi-Berlino - Il rimpiattino tra Berlino, sponda Merkel-Schaeuble, e Washington, sede dell'Fmi, porta con sé qualcosa di tragico. Un braccio di ferro in cui a essere schiacciati, naturalmente, rischiano di essere i soliti greci, e con loro i fragilissimi equilibri dell'Eurozona. Come ricorda anche Repubblica, in ballo ci sono gli 85 milioni di euro di aiuti sotto forma di prestiti promessi alla Grecia in cambio delle riforme. Di quel pacchetto 20 miliardi dovrebbe metterli l'Fmi. Che però non potrà dare altri soldi a un paese a rischio insolvenza e con un debito pubblico insostenibile. Il governo tedesco insiste sostenendo che senza Fmi non si può nemmeno fare iniziare il programma di aiuti. In questo quadro surreale, solo la Bce per ora sembra orientata a sostenere senza se e senza ma Atene e il suo sistema economico e bancario, anche perché l'obiettivo principale di Mario Draghi è quello di non far saltare l'euro. Cosa che non si può dire certo del falco Wolfgang Schaeuble, rigorosissimo ministro delle Finanze tedesco. 

Il rebus del debito - A dividere la Germania e il numero uno dell'Fmi Christine Lagarde, come noto, è il tema del debito pubblico greco. Secondo il Fondo, presto arriverà a quota 200% del Pil: insostenibile. Da qui l'impossibilità di prestare di nuovo soldi a un debitore a rischio, come accaduto sotto deroga nel 2010. La proposta di Washington di sospendere per 30 anni il pagamento di debito e interessi è ritenuta irricevibile da Berlino, che sottolinea come secondo il trattato di Lisbona non si possa tagliare il debito di un Paese membro, perché equivarrebbe a farsene carico. Soluzione? Allungare le scadenze del rientro, solo dopo aver fatto partire il salvataggio. E si ritorna alla casella iniziale: come far partire il salvataggio se l'Fmi non può mettere soldi sul piatto? Una bella domanda a cui gli euro-ottimisti che esultavano al momento della tanto attesa "intesa" tra Atene e Troika non sanno ancora rispondere.

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Commenti all'articolo

  • allianz

    27 Luglio 2015 - 13:01

    Quante storie...Tra non molto sarà ancora tutto come prima.....Appena hanno finito ricominciano a far tremare l'euro.Speriamo che sia la volta buona.

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  • seve

    26 Luglio 2015 - 10:10

    Quando si deciderà di uscire da questa tragica gabbia finanziaria delinquente sarà sempre troppo tardi.

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  • betzero

    25 Luglio 2015 - 15:03

    La solita europa. Inconcludente come un cane che si morde la coda.

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  • GIORGIOPEIRE@GMAIL.COM

    GIORGIOPEIRE

    25 Luglio 2015 - 10:10

    Hanno passato sei mesi a giocare a rimpiattino, per poi fare quello che era già stato stabilito. Quindi perdite di tempo e soldi . Mi devono spiegare come farà la Grecia a pagare tutti i debiti.

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