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Imposte con sorpresa

Tasse sulle cartelle di Equitalia: Renzi tradisce il patto sul fisco

Tasse sulle cartelle di Equitalia: Renzi tradisce il patto sul fisco

Nella grandinata di tasse e balzelli che il governo Renzi sta somministrando agli italiani torna pure l’anatocismo sulle cartelle esattoriali. In pratica si pagheranno gli interessi non soltanto sulle somme che il fisco contesta ai contribuenti. Ma pure sulle maggiorazioni e sugli interessi già applicati per rivalutare la cifra che lo Stato si accinge a riscuotere.
L’anatocismo ha perseguitato gli italiani per decenni fino a quando, era il 2011, negli ultimi mesi di vita, l’ultimo governo Berlusconi lo cancellò con il Decreto legge 70, pubblicato sulla gazzetta ufficiale il 14 maggio di quell’anno. Fra l’altro, a partire da quel momento, sono fioccate le condanne nei tribunali di tutt’Italia per le banche citate in giudizio dai clienti che lamentavano proprio l’addebito di interessi sugli interessi. Fra le tante sentenze fanno sicuramente giurisprudenza quelle con le quali il Tribunale di Milano ha condannato lo scorso mese di aprile tre importanti banche a risarcire i clienti cui avevano applicato interessi «anatocistici», intimando pure agli istituti di evitare la prassi, ritenuta fraudolenta, nei rapporti con tutta la clientela.

Il provvedimento - Purtroppo per noi il Decreto legislativo sulla riscossione dei tributi attualmente all’esame del Parlamento per i pareri, rischia di riportare indietro l’orologio dei rapporti fra i cittadini e le istituzioni finanziare italiane. A cominciare dallo Stato. Il provvedimento, spiega infatti Il Sole 24 Ore, prevede «l’applicazione degli interessi di mora sulle somme iscritte a ruolo non solo a titolo di maggiori imposte e contributi, ma anche sulle sanzioni pecuniarie e sugli interessi da ritardata iscrizione a ruolo e da dilazione». La fregatura è addirittura doppia: il malcapitato si troverà a dover pagare non soltanto l’interesse sulla multa applicata dall’Amministrazione finanziaria, ma anche l’interesse dugli interessi legati a una eventuale rateizzazione chiesta a Equitalia. E più il pagamento è spalmato nel tempo, più l’anatocismo si farà pesante.

Brutta sorpresa - Una bruttissima sorpresa per quanti credevano a un «fisco dal volto amico», come era nelle promesse del premier Matteo Renzi. Le strutture incaricate della riscossione potranno fare quanto fino a oggi, in forza del Decreto 70 del 2011, avrebbe condotto direttamente a una condanna in Tribunale. Con relativo risarcimento. Resta da capire, a questo punto, se il Decreto sulla riscossione in fase di approvazione, non induca pure banche e finanziarie a domandare ai clienti il pagamento dell’interesse sugli interessi. Difficile immaginare che il diritto proceda su un «doppio binario» per una questione tanto delicata e cruciale. Ma così rischia di accendersi un secondo stadio bancario, dopo quello fiscale. Prima i contribuenti «morosi» o presunti tali, poi i correntisti. 

Quanto costa - E c’è anche chi ha calcolato quanto ci costerà quest’ultimo (per ora) regalino fiscale del governo Renzi. Si parla di un miliardo e duecento milioni di euro, secondo la Confederazione nazionale dell’artigianato. Che segnala fra l’altro una anomalia inspiegabile del decreto destinato a resuscitare l’anatocismo: sarebbe in palese contrasto con le altre disposizioni di legge attuate anche in tempi ravvicinati sulla riscossione dei tributi. Al punto da neutralizzare in un sol colpo gli effetti positivi per i contribuenti legati al recente abbassamento del tasso d’interesse e dell’aggio concesso ad Equitalia. Come se non ci fossero mai stati. L’effetto sulle tasche degli italiani sarà a dir poco perverso. Il tasso d’interesse del 4,88% che applica l’agente della riscossione (Equitalia), scatterà infatti non soltanto sulle imposte o sui contributi contestati, ma anche sulle sanzioni per il ritardato pagamento oltre i 60 giorni dalla notifica della cartella, sugli altri interessi da ritardata iscrizione a ruolo (non sempre responsabilità del contribuente) e pure su quelli applicati per un’eventuale rateizzazione della somma contestata.
Quindi interessi sugli interessi di mora, sugli interessi per i ritardi e addirittura sugli interessi legati alla dilazione del pagamento. Più anatocismo di così non si può.

di Attilio Barbieri

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Commenti all'articolo

  • arwen

    26 Luglio 2015 - 10:10

    La domanda cruciale è: dove trova i soldi? Questo governo DEVE, in forza di due sentenze della Corte Costituzionale, restituire denari fraudolentemente prelevati dalle tasche dei cittadini, inoltre deve dare corso all'attuazione del fiscal compact e, nel contempo, cercare di frenare la crescita del debito pubblico che, sotto il governo del rottamatore, ha corso più che mai! Solo bubbole!

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