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Guerra totale

Mediaset, ultimo colpo contro Sky: vuole i soldi dei canali ritrasmessi

Pier Silvio Berlusconi

«Un po’ meno dei 200 milioni di sterline che si pagano in Inghilterra, non meno dei 105 milioni di euro previsti in Germania». Così Federico di Chio, direttore marketing strategico di Mediaset approfitta di un convegno sul riutilizzo dei contenuti tv nel mercato digitatale per stabilire la retransmission fee, il compenso di ritrasmissione. Ossia il riconoscimento in danaro - oltre che di posizionamento sul telecomando e completezza dell’offerta - che Mediaset chiederà a Sky per la presenza delle sue reti generaliste free sul decoder satellitare.

L’innesco delle richiesta di un accordo commerciale con la piattaforma di Murdoch , dopo gli accordi già maturati o in maturazione con Tiscali, Microsoft, Telecom, Vodafone, parte da due elementi. Primo elemento, culturale: secondo una ricerca di Emilio Pucci direttore del e-Media Institute il contenuto free di Mediaset, Rai, La7 varrebbe il 62,1% dell’ascolto delle «famiglie Sky» ; e - tanto per citare - sui primi 30 programmi dell'ascolto del decoder Sky, per quanto possa sembrare incredibile 23 sono Mediaset, fra cui Le Iene e L'Isola dei famosi. Secondo elemento, giuridico: la sentenza dell’Agcom del marzo scorso ha stabilito un riconoscimento in soldi per il servizio pubblico della Rai. «E se il servizio pubblico è stato riconosciuto per la sua offerta free che va a pagamento figurarsi per noi di Mediaset» spiega Gina Nieri, consigliere d’amministrazione Mediaset. Anche se due ore dopo l’Agcom fa sapere che la delibera Rai nulla ha a che vedere col retransmission fee.

Ma Nieri insiste nella strategia. Nieri è da sempre la Giovanna D’Arco dei contenuti di Cologno, la donna che ha già fatto causa a chiunque abbia tentato di violare il copyright berlusconiano: da Youtube (2008, chiesti 500 milioni di risarcimento per pubblicazione illecita di contenuti, in attesa di sentenza) a Yahoo (2009, chiesti 100 milioni), da L’Espresso (2012, 500mila euro) a VCast (2015). Sostiene Nieri: «A livello Ue si è capito che l'unica fonte che genera l'80% produzione originale di contenuti è il broadcaster, regolamentato in modo durissimo rispetto agli operatori tv over the top, che se continuano a usare gratis i nostri contenuti rischiano di far saltare un modello di business. È una difesa culturale. la nostra». É anche culturale. Mediaset vuole fare cassa. Ma da Sky sospettano che la richiesta del Biscione nasconda difficoltà nell’acquisto degli onerossissini diritti del calcio; e qualcuno, lì, pensa di non pagare la fee e «mollare i programmi free Mediaset». E per il Biscione potrebbe significare la perdita di quote di mercato pubblicitario, visto che dalla piattaforma Sky arrivano a Cologno remunerativi punti di share. Si tratterà...

di Francesco Specchia

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Commenti all'articolo

  • goodvin60

    25 Agosto 2015 - 10:10

    Sky fa vedere i contenuti Mediaset ? Allora dovrà pagare. Il giusto , ma dovrà pagare. ciao.

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  • francescospecchia

    29 Luglio 2015 - 12:12

    Probabilmente non e' del tutto informato che esiste un'antitrust che pone dei paletti ai canali degli operatori satellitare che vanno sul ddt e viceversa. Non e' questione ideologica, se tifare Mediaset o Sky. E' una questione di regole.

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  • edelman124

    29 Luglio 2015 - 11:11

    Bravi finalmente, una azienda italiana che fa vedere i sorci verdi a quelle straniere!

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  • gilucas

    29 Luglio 2015 - 10:10

    Pensavano di fare affari con Murdoc, hehehe.

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