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Exor vince la battaglia per PartnerRe, accordo per 7 miliardi

Exor vince la battaglia per PartnerRe, accordo per 7 miliardi

Un colpo "grosso" quello di John Elkann. Oggi ha concluso l'accordo definitivo per l'acquisto da parte di Exor di PartnerRe una delle più importanti società di riassicurazione. La notizia è stata data dalla stessa holding della famiglia Agnelli. L'operazione si è conclusa per 6,9 miliardi di euro e prevede l'acquisizione di tutte le azioni ordinarie. Una vittoria di John Elkann che sta dimostrando di saper fare anche meglio di suo nonno 

La battaglia - Alla fine il presidente e a.d. della holding del gruppo Agnelli, John Elkann, ha vinto la sua battaglia con il cda del gruppo con sede alle Bermuda, che sosteneva la concorrente fusione con Axis Capital, un’operazione da 11 miliardi che stimava 200 milioni di sinergie. È servito un terzo rilancio, dopo i 6,4 miliardi  della prima offerta di aprile e i 6,8 miliardi della seconda.
Exor acquisterà tutti i titoli PartnerRe a 137,50 dollari per azione in contanti, più un dividendo speciale di 3 dollari per azione. L’offerta di Axis valutava le azioni PartnerRe 112,53 dollari ciascuna.

Gli accordi - La holding italiana verserà inoltre l’extradividendo di cinque anni da 42,7 milioni di dollari promesso ai soci privilegiati nel caso in cui l’Internal Revenue Service non si esprimesse sull’operazione prima del closing, previsto "non oltre il primo trimestre del 2016". Secondo Elkann l’accordo "è molto positivo per Exor e PartnerRe", che "continuerà a svilupparsi come primaria società di riassicurazione indipendente e globale".

La fusione - Per difendere la fusione con Axis, il board di PartnerRe aveva affermato che la prima proposta di Exor sottovalutava la società, parlando di alcuni rischi fiscali sull’operazione, che avrebbe potuto finire tra le listed transaction, ovvero a rischio
sanzione per le norme Usa contro i paradisi fiscali. La holding del gruppo Agnelli aveva negato le criticità, facendo notare come i problemi potessero invece arrivare dalla fusione tra un gruppo riassicurativo e uno assicurativo (Axis). Secondo Exor il
board di PartnerRe stava conducendo una campagna irresponsabile contro i suoi stessi soci e dipendenti. La holding italiana, per provare la volontà di investire a lungo termine, aveva acquistato circa il 10% dei titoli PartnerRe in circolazione,
diventando il primo socio della compagnia.

Il piano - Nei piani di Exir, PartnerRe dovrebbe essere quella società dei servizi che assorbe meno capitale di Fca e Cnh Industrial che va a completare i nuovi assetti di investimento. Nel 2014 PartnerRe ha realizzato 6,5 miliardi di dollari di ricavi e, al 30 giugno scorso, gestiva asset per 22,5 miliardi. Il titolo di Exor ha chiuso oggi in Borsa con un incremento dell’1,18% a 46,4 euro.

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Commenti all'articolo

  • tunnel

    04 Agosto 2015 - 12:12

    Sono una parte dei soldi che gli italiani hanno dato alla Fiat negli ultimi 60 anni, Sarebbe ora di saldare i conti ,visto che si sono sciacquati dai cojoni...

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  • Gios78

    03 Agosto 2015 - 19:07

    Bello lui...con quella faccia da rettile e i modi viscidi potrebbe essere il figlio di Monty Burns. Il problema è che Elkann non è un cartone animato

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