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Il piano del governo

Pensioni, tagli crescenti per chi lascia il lavoro in anticipo

Finora chi parlava di flessibilità in tema di pensioni si riferiva  alla vecchia proposta di Cesare Damiano e Pier Paolo Baretta, Pd. Dice quel testo che la pensione deve subire un taglio del 2% per ogni anno di anticipo rispetto alla pensione «normale», oggi fissata a 66 anni.

L' idea che si sta invece facendo largo ora nel governo è che il taglio non sia più fisso, sempre il 2% per ogni anno di anticipo. Ma cresca progressivamente con il numero degli anni di anticipo. Un esempio per capire: per chi esce un anno prima il taglio sarebbe del 2%, per chi esce due anni prima del 5%, per chi anticipa di tre anni dell' 8%. E così via. I numeri cambieranno ma il principio del taglio progressivo sembra fin da ora un punto fermo. La soluzione avrebbe il vantaggio di ridurre i costi e quindi il volume delle coperture che il governo dovrà trovare nella legge di Stabilità.

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Commenti all'articolo

  • ohmohm

    ohmohm

    04 Settembre 2015 - 13:01

    ma tagliatevi le pal.e........Ma perchè non sitagliano le loro pensioni? sapete quanti soldi riparmierebbe lo Stato ?

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  • ohmohm

    ohmohm

    04 Settembre 2015 - 13:01

    ma tagliatevi le pal.e........Ma perchè non sitagliano le loro pensioni? sapete quanti soldi riparmierebbe lo Stato ?

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  • ohmohm

    ohmohm

    04 Settembre 2015 - 13:01

    ma tagliatevi le pal.e........Ma perchè non sitagliano le loro pensioni? sapete quanti soldi riparmierebbe lo Stato ?

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